Coronavirus, il Direttore di Lonely Planet: Panico delirante, aprite porte e viaggiate
Coronavirus, il Direttore di Lonely Planet: Panico delirante, aprite porte e viaggiate

Le ricadute della paura contagio si fanno sentire pesanti anche sul turismo. L'appello degli addetti ai lavori: ci vuole una corretta informazione oltre a misure di prevenzione efficace

 Oltre al virus, anche il 'panico da Coronavirus' miete vittime. "Il fenomeno che si sta verificando nell'opinione pubblica è folle. I flussi turistici verso Oriente ne risentono tantissimo, i costi dei voli per il Giappone per esempio si sono di molto abbassati. Ma questo modo di procedere è delirante e ingiustificato". A lanciare l'allarme è il direttore di Lonely Planet Italia, Angelo Pittro, da anni a capo di una delle guide turistiche più famose sul mercato. "Sfido chiunque - prosegue Pittro con LaPresse - a dimostrare che sia più sicuro fare un viaggio in Francia o Vietnam o Australia piuttosto che in Cina: non è diverso. Invece l'opinione pubblica viene influenzata come se ci fossero meno possibilità di contagio quanto più si è lontani dalla Cina". 

D:  Registrate anche voi l'effetto coronavirus?
R:  Storicamente, ogni volta che c'è un fenomeno di questo tipo, dalla Sars all'attentato alle Torri gemelle di New York, i tour operator registrano una fuga massiccia e un riposizionamento delle mete: ci si sposta su altre destinazioni. 

D. C'è un crollo delle vendite delle guide per la Cina?
R. Sul tipo di lettori che abbiamo noi non si vedono grandi effetti, ma è difficile monitorare così sul breve termine. Di sicuro non prevediamo rinvii per la pubblicazione della prossima guida: entro la fine di quest'anno o l'inizio del prossimo ci sarà la nuova Lonely sulla Cina. Per il resto, la Cina non è una destinazione da 'mainstream'. Insomma, la Cina non è il Giappone né la Thailandia. 

D. Che cosa insegna la vostra esperienza?
R. Lavoro per Lonely Planet da 20 anni e ne ho viste di tutti i colori. Questi fenomeni si sono verificati molte volte in passato e all'inizio c'è sempre la fuga dei grandi numeri. Sappiamo però che poi per fortuna prevale la razionalità, anzi, mi piace pensare che normalità non sia mai stata abbandonata. 

D. Conviene all'Italia questo panico? 
R. C'è chi ha interesse a manipolare queste paure, ma, attenzione, perché in Italia il turismo conta tantissimo e il turismo cinese è quello più in crescita negli ultimi anni. L'Italia ha tutto l'interesse a che questa fase venga gestita bene dal punto di vista politico, sanitario e, non ultimo, della comunicazione.

D. Quale messaggio vuole dare ai viaggiatori? 
R. Evitare di farsi prendere dal panico nello scegliere le destinazioni. In questi anni ci sono state continuamente ragioni per alzare muri, chiudere la porta di casa e non uscire più. Invece bisogna bilanciare paure ed entusiasmo: aprire la porta e continuare a vivere la propria vita. Non vedo un approccio più devastante del chiudersi all'interno del proprio perimetro: il migliore modo di proteggersi è conoscere di più le cose e leggere è il primo passo per farlo.

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