Le labbra rifatte spopolano fra le giovanissime, ma il ritocco non è senza rischi

Le labbra rifatte spopolano fra le giovanissime, ma il ritocco non è senza rischi
Emanuele Bartoletti

Dalle indicazioni alle insidie: il ritocco alle labbra visto dal medico estetico, che avverte: “L’acido ialuronico non è un gioco”.

Dai social alla vita reale: basta guardarsi intorno per vedere il moltiplicarsi di giovanissime con le labbra rifatte. Bocche a forma di cuore, con l’arco di cupido ‘disegnato’ e un volume accentuato in verticale, piuttosto che in avanti come l’ormai superato effetto ‘a becco d’anatra’.

Il “ritocco alle labbra fra le giovanissime è una marea montante alimentata dai social, ma è anche un errore”, ammonisce Emanuele Bartoletti, presidente della Sime (Società italiana di medicina estetica), che analizza il fenomeno con LaSalute di LaPresse.

Il problema non è solo estetico, “anche se nelle ragazzine quasi mai le labbra hanno bisogno di essere rifatte: a 16-18 anni – spiega Bartoletti – è difficile che non ci sia turgore dei tessuti. Certo, andando avanti con l’età le labbra si possono assottigliare se non si hanno tessuti buoni. Ma nelle adolescenti, complici gli ormoni, anche le ghiandole sebacee sono produttive e questo aumenta lo spessore del derma. Dunque è difficile vedere labbra tanto sottili o poco turgide da richiedere un intervento”.

Quanto il ritocco alle labbra è indicato

L’indicazione c’è solo “se le ragazze hanno una malformazione, magari operata alla nascita come il labbro leporino, oppure hanno subito un incidente, o ancora in caso di importanti asimmetrie. Altrimenti non c’è indicazione clinica per questo trattamento”, chiarisce lo specialista. E, in caso di pazienti minorenni, “occorre l’autorizzazione di entrambi i genitori”, aggiunge. 

Acido ialuronico, questo sconosciuto

Ma come si ottengono le tanto desiderate Russian lip? “Si utilizza un filler, solitamente acido ialuronico. Ma attenzione: bisogna sfatare il concetto che questa sostanza ‘non fa niente, perché tanto si riassorbe’“.

“Gli acidi ialuronici attuali – puntualizza Bartoletti – sono molecole molto performanti, per cui l’assorbimento è molto diluito nel tempo. Nel giro di 7-8 mesi il filler si riassorbe, ma non completamente: un 20% circa rimane nei tessuti, anche se non dà più volume. Quindi, se poi faccio una nuova applicazione della stessa quantità di acido ialuronico, otterrò un risultato pari al 120% rispetto alla prima volta. Insomma, via via che si ripete il trattamento, anche se a distanza di tempo, il risultato finale sarà sempre più evidente”. 

“Oltretutto – avverte il medico – si tratta di uno stress per i tessuti. E questo soprattutto a livello delle labbra, che sono delicate. Questo vuol dire che da adulte queste ragazze avranno un derma indebolito, che invecchierà prima. Oppure ‘saranno condannate’ ad avere una bocca molto turgida che, raggiunta una certa età, diventa poco armoniosa”.

Tornare indietro? Occhio all’enzima 

E se si volesse tornare indietro? “Non è così facile. È vero che esiste la ialuronidasi, un enzima che scioglie l’acido ialuronico. Ma non è una sostanza da usare con facilità: agisce anche sull’acido ialuronico prodotto dal paziente, per cui va impiegata solo in caso di complicanze”, chiarisce Bartoletti.

Il messaggio ai genitori è chiaro: “Non regalate alle vostre figlie labbra nuove per i 18 anni o per Natale. È come donare a una ragazzina una betabloccante o un anti-ipertensivo: occorre capire che l’acido ialuronico non è un gioco, ma è comunque un farmaco”.

“Se non c’è indicazione, questo trattamento peggiora l’estetica delle giovanissime e rischia di comprometterne l’aspetto futuro. Piuttosto, meglio regalare un check-up della pelle: permette di studiare le caratteristiche personali, scoprire i punti deboli, fare formazione e informare sulla corretta prevenzione”, conclude Bartoletti. Perché la bellezza va protetta, fin da giovani.

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