Colesterolo sul ‘banco degli imputati’: in un libro il confronto tra detrattori e sostenitori

Colesterolo sul ‘banco degli imputati’: in un libro il confronto tra detrattori e sostenitori

‘Processo al colesterolo’ passa in rassegna le diverse posizioni in materia e ci ricorda che il dubbio è alla base del metodo scientifico

Il colesterolo finisce sul banco degli imputati e il verdetto è tutt’altro che scontato. ‘Processo al colesterolo’, il libro firmato dalla giornalista Paola Arosio e da Fulvio Ursini, professore emerito di Chimica biologica all’Università di Padova, ricostruisce il dibattito scientifico in materia mettendo a confronto le diverse posizioni. Così detrattori e sostenitori del colesterolo “diventano accusa e difesa: volevamo esporre le ragioni degli uni e degli altri in modo equilibrato”, racconta Arosio a LaSalute di LaPresse. 

I casi ‘borderline’

Tra i temi al centro del dibattito i casi ‘bordeline’, in cui i valori del colesterolo sono solo lievemente superiori alla norma, una zona grigia che accoglie approcci diversi. “C’è chi consiglia di intervenire prima di tutto con alimentazione equilibrata e attività fisica, chi suggerisce l’uso di nutraceutici e chi, invece, preferisce iniziare subito una terapia farmacologica per ridurre il rischio cardiovascolare”. Una prudenza legata al fatto che “le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte nel mondo occidentale, anche prima dei tumori”, spiega l’autrice. 

Il singolo valore, però, non basta a orientare la decisione. Oltre al numero riportato nelle analisi “bisogna considerare età, ipertensione, diabete, sovrappeso, fumo e familiarità per le malattie cardiovascolari”. Quando possibile, poi, la scelta terapeutica “va condivisa col paziente, superando il modello della medicina paternalistica del secolo scorso, in cui la decisione veniva calata dall’alto dal medico”, rimarca Arosio. Non mancano però situazioni in cui il margine di scelta si riduce drasticamente: “Con un colesterolo di 320 mg/dl, per esempio, la terapia farmacologica è non solo necessaria, ma salvavita”.

La produzione endogena di colesterolo

Il libro affronta anche alcuni luoghi comuni ancora molto diffusi, come quello secondo cui basterebbe seguire una dieta molto restrittiva per abbassare il colesterolo. In realtà, ricorda la giornalista, “gran parte del colesterolo è prodotta dall’organismo stesso, in particolare dal fegato: è la cosiddetta produzione endogena“. Questo non significa che si possano consumare senza limiti i grassi saturi, perché “un’alimentazione equilibrata resta fondamentale”, ma dimostra che il colesterolo “non dipende esclusivamente da ciò che mangiamo”.

Il verdetto

E il ‘verdetto’ del processo? “Lasciamo che sia il lettore a scoprirlo”, dice con un sorriso l’autrice. Anche perché la scienza non produce verità immutabili, ma “procede per tentativi ed errori: ogni conclusione è valida sulla base delle evidenze disponibili in un dato momento storico”. E se successivamente emergono prove più solide, “anche la verità evolve di conseguenza”. In questo senso il libro è anche una riflessione sul funzionamento del metodo scientifico. 

Un meccanismo, quello che regola la produzione di conoscenza, che “durante la pandemia di Covid è stato spesso frainteso. Molti pazienti hanno intenso l’evoluzione delle linee guida sulle mascherine, ad esempio, come una contraddizione della scienza”, ricorda Arosio. “Invece non è così: il dubbio è il nucleo del metodo scientifico”. 

Per questo, conclude, “le decisioni cliniche si basano sulle migliori evidenze disponibili, ma esiste sempre anche una componente di interpretazione. Lo stesso vale per le linee guida: servono a orientare le scelte, non rappresentano un insieme di regole rigide da applicare in modo automatico. La valutazione del clinico resta sempre essenziale e deve essere adattata al singolo paziente”.

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