Caldo estremo e zanzare, ecco cosa succede sopra i 35 gradi

Caldo estremo e zanzare, ecco cosa succede sopra i 35 gradi
Zanzare (Aedes Aegypti) Photo by: Boris Roessler/picture-alliance/dpa/AP Images

Durante ondate di caldo estremo si vedono meno insetti, la spiegazione dell’epidemiologo

Se quello appena trascorso è stato il giugno più caldo mai registrato per l’Europa occidentale (e il secondo a livello globale, stando al Copernicus Climate Change Service), le temperature elevate hanno un effetto anche sugli insetti protagonisti dell’estate: le zanzare. “Il caldo e l’umidità estivi ne accelerano il ciclo riproduttivo, con temperature ottimali comprese tra 25 e 30° C”. Lo ricorda a LaSalute di LaPresse l’epidemiologo del Campus Bio-Medico Massimo Ciccozzi. “Per proteggersi, occorre eliminare i ristagni d’acqua, applicare repellenti ed essere prudenti per via dell’aumento del rischio di malattie trasmesse da vettori”. Ma che succede quando la temperatura sale troppo?

Gli effetti del caldo estremo sulle zanzare

Le zanzare prosperano quando il clima è caldo e umido, accelerando lo sviluppo delle larve. “Tuttavia, le ondate di calore estreme con temperature superiori ai 35° C possono rallentare o persino ridurre la loro attività. Accade anche alla famosa zanzara tigre (Aedes albopictus), presente dagli anni ’90 e oramai adattatasi al nostro clima. Questi insetti tigrati hanno un volo subdolo, perchè silenzioso e pungono sia di giorno che di notte”, avverte lo specialista. 

“Non la vedi riposare perché lo fa sulla vegetazione e non si riesce a trovarla, al contrario della nostrana Culex, che punge all’imbrunire e, dopo aver ronzato tutta la notte nelle nostre orecchie, la trovi sulle pareti di casa”. Ebbene, quando le temperature salgono troppo, per diversi giorni, a faticare non siamo solo noi ma anche le zanzare. “Per questo motivo durante le ondate di calore si vedono meno insetti”, spiega Ciccozzi.

L’impatto sulla salute umana

In queste giornate da bollino rosso – oggi il bollettino del ministero della Salute prevede temperature record a Firenze e Perugia – il caldo impatta anche sull’organismo umano. “I rischi sono colpo di calore (emergenza con febbre alta e confusione), esaurimento da calore e crampi muscolari. Inoltre le temperature estreme aggravano patologie croniche preesistenti come malattie cardiovascolari, diabete, problemi respiratori, disturbi renali e malattie neurologiche. Ecco perché gli anziani dovrebbero stare a casa nelle ore più calde e bere almeno due litri di acqua al giorno. Acqua, non vino”, puntualizza con un sorriso l’epidemiologo.

Il caldo peggiora queste condizioni croniche “principalmente a causa della vasodilatazione, della disidratazione e della perdita di sali minerali. I soggetti più a rischio – ricorda Ciccozzi – sono gli anziani, i bambini piccoli e chi è affetto da malattie croniche. Ma tutti risentiamo delle giornate di calore intenso”. Debolezza e insonnia sono in agguato.

Dall’estate 2026 al Gattopardo: il grande caldo in Italia

Il clima sta cambiando, ma l’estate italiana è sempre stata sfidante, specialmente nelle Regioni del Sud. “Nel Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa il principe Fabrizio Salina così descrive al funzionario piemontese Chevalley le condizioni della Sicilia del 1860: ‘Questo clima che infligge sei mesi di febbre a quaranta gradi; li conti Chevalley, li conti: maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre. Sei volte trenta giorni di sole a strapiombo sulle teste… Lei non lo sa ancora, ma da noi si può dire che nevica fuoco, come le città maledette della Bibbia…’”, ricorda Ciccozzi. Un fuoco che, in questa lunga estate 2026, non riguarda più solo la Sicilia, ma si avvia a infiammare l’Italia.

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