L’energia appassionata di Bebe Vio, l’eleganza cortese di Gianfranco Zola, i 33 battiti al minuto del cuore di Gregorio Paltrinieri, le radici calabresi del principe Diego Milito e la sicurezza di un Armand Duplantis fresco di nozze, insieme a un Federico Buffa in grande spolvero, generoso nel regalare ‘perle’ di storia dello sport, tra gatti neri e acque libere. Sono tante le cartoline che arrivano dal palco del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, dove è andata in scena la trentesima edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini.
Un riconoscimento a campioni dello sport di tutti i tempi, che hanno dimostrato di essere grandi anche sul piano del rispetto e dell’etica.

Premio Internazionale Fair Play Menarini: i protagonisti
Un’edizione – quella 2026 – che è un po’ un viaggio tra grandi protagonisti di discipline diverse, partito dalle acque libere che sono il regno di Greg Paltrinieri. “Avevo sempre sentito ben parlare di questo premio da amici e colleghi e sono contento quest’anno di esserci anche io. Per me avere fair play nel mondo dello sport vuol dire mettere in primo piano la competizione sana, tralasciando il risultato personale. A me piace competere, voglio farlo, poi che vinca o che perda, che succedano cose belle o brutte in gara, quello è un altro discorso”, ha detto alla stampa il campione, convinto che lo sport pulito sia “la cosa più bella del mondo”.

A chiudere la sfilata dei campioni Diego Milito, protagonista indiscusso del Triplete nell’Inter di Mourinho, ma con Genova nel cuore: “Sono onorato di essere qui stasera e ringrazio l’azienda Menarini e la famiglia Aleotti per l’opportunità. La cosa più importante è essere ricordato come una brava persona, che trasmette valori al di là di essere un atleta che può vincere o perdere, come ho fatto per tutta la mia carriera”.
In mezzo le icone di un calcio forse più libero e ricco di fantasia rispetto a quello di oggi, come Emilio Butragueño e Gianfranco Zola, che ha raccontato la storia dell’autografo che gli ha cambiato la vita (quello del tentato rapimento del 1994, quando il calciatore giocava nel Parma, ndr), una gentilezza che spinse il bandito a rinunciare. “Quando lavori in modo etico e corretto, i risultati sono una conseguenza delle tue azioni. Oggi viviamo in una realtà in cui il risultato va al di là di ogni cosa, dobbiamo cambiare il modo di pensare e fare cose di qualità”, dice ai giornalisti.

Sul palco anche un incredibile Armand Duplantis, protagonista assoluto del salto con l’asta pronto a sfidare, dopo la gioia del matrimonio con Desiré Inglander, i suoi già incredibili record.

Non poteva mancare a questa sfilata di stelle la ‘nostra’ Bebe Vio, premiata per il suo straordinario impegno nel promuovere l’inclusione attraverso lo sport paralimpico. “Se hai un corpo, sei un’atleta: io ci credo. Poi il mio è per metà tecnologia”, ha sorriso la schermidrice raccontando la nuova avventura nell’atletica con i bambini della sua Fondazione Art4Sport.

Protagonisti della serata anche Achille Polonara, esempio di forza e resilienza; Antonella Palmisano, tra le grandi interpreti della marcia; Simone Anzani, punto di riferimento della pallavolo italiana; Chiara Mazzel, campionessa dello sport paralimpico; Daniele Garozzo, asso della scherma azzurra e oggi medico all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, che assicura: “L’adrenalina in corsia c’è”.
E ancora, il trio formato da Davide Ghiotto, Michele Malfatti e Andrea Giovannini, protagonista di una storica stagione del pattinaggio di velocità. A ricevere il riconoscimento anche Fabio Caressa, celebre voce del giornalismo sportivo. Accanto a loro gli ambasciatori del Fair Play Menarini Antonio Rossi, Giancarlo Antognoni, Ian Thorpe, Sasha Vujačić, Giacomo Perini e Andrea Zorzi, testimoni del messaggio che il Premio continua a promuovere: il rispetto e la correttezza sono ingredienti fondamentali per il successo in campo e fuori.
A condurre la cerimonia, Rachele Sangiuliano, Omar Schillaci, Michele Cagiano e Federico Buffa. “Celebrare il trentesimo anniversario del Premio Internazionale Fair Play Menarini significa guardare con orgoglio al percorso compiuto, ma anche rinnovare un impegno. L’impegno a raccontare le storie di chi dimostra che il talento trova il suo significato più autentico quando si accompagna al rispetto, all’integrità e alla correttezza. È questo il messaggio che vogliamo continuare a trasmettere alle nuove generazioni”, hanno sottolineato Luca Lastrucci, Valeria Speroni Cardi e Filippo Paganelli, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini.
Ecco i premiati dell’edizione 2026
Achille Polonara, pallacanestro
Antonella Palmisano, marcia
Armand Duplantis, salto con l’asta
Bebe Vio, atletica paralimpica
Chiara Mazzel, sci paralimpico
Daniele Garozzo, scherma
Davide Ghiotto – Michele Malfatti – Andrea Giovannini, pattinaggio su ghiaccio
Diego Milito, calcio
Emilio Butragueño, calcio
Fabio Caressa, giornalismo
Gianfranco Zola, calcio
Gregorio Paltrinieri, nuoto
Simone Anzani, pallavolo

