Lavoro: Uil, Cgil e Cisl uniti nel chiedere confronto alle parti datoriali

Lavoro: Uil, Cgil e Cisl uniti nel chiedere confronto alle parti datoriali
Pierpaolo Bombardieri (UIL) ,Maurizio Landini (CGIL) e Daniela Fumarola (Cisl) Padova, XIX Congresso nazionale della Uil – Padova – Italia – 3 Luglio 2026 – ( Foto Andrea Ciociola /LaPresse)

I leader dei tre sindacati confederali al congresso della Uil a Padova

 Sindacati confederali uniti e ricompattati al congresso nazionale della Uil a Padova, nelle diverse anime che li compongono. “Mi sembra che oggi il segnale più forte sia questo dell’unità sindacale, ricordando che ognuno di noi ha sensibilità diverse, ma riusciamo a stare insieme e lo facciamo di fronte ai tanti problemi che viviamo tutti i giorni e apriamo oggi una pagina diversa”, ha affermato il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri.

“Oggi – ha sottolineato Bombardieri – Cgil, Cisl e Uil pongono” il tema “del confronto con le nostre controparti”. “Dopo anni nei quali non si parlava più di relazioni industriali, di modalità di applicazione e di rinnovo dei contratti”, ha spiegato ai cronisti, oggi “c’è un tema che insieme abbiamo identificato come fondamentale per affrontare i temi dei salari e dei contratti: la necessità di rivedere quell’accordo, quel patto della fabbrica che ha determinato anche alcuni problemi”, ha aggiunto.

Anche dal leader della Cgil Maurizio Landini, dal palco del congresso, è arrivato il richiamo all’unità sindacale: “Siccome forse in tanti si aspettavano polemiche, io credo che noi dobbiamo dare un messaggio molto preciso. Ognuno di noi naturalmente ha le sue idee, ci conosciamo, e c’è un pluralismo che da un certo punto di vista è una caratteristica del nostro sindacato”. “Per quello che mi riguarda”, ha aggiunto Landini, “l’impegno che voglio prendermi per gestire questa trattativa e se vogliamo dare risposte, ricostruire anche una fiducia verso il mondo del lavoro, che oggi molto spesso è frantumato e diviso e precario”, sottolineando che “la vera solidarietà è se quelli che stanno meglio sono pronti a battersi per quelli che stanno peggio, perché solo così quelli che stanno peggio capiscono il valore del sindacato, della solidarietà e della forza che può avere stare uniti per cambiare la situazione”.

“Abbiamo dialogato molto fra di noi, ci siamo confrontati anche alle volte in maniera aspra perché chiaramente ognuno di noi ha le proprie posizioni, ma abbiamo avuto la grandissima responsabilità di portare a sintesi tutti quegli elementi che secondo noi sono fondamentali per il mondo del lavoro, ma, se posso dire, costituiscono anche un esempio di come bisognerebbe lavorare in questo tempo”, ha osservato la numero uno della Cisl, Daniela Fumarola. Dal palco ha ricordato che “in questi anni” i tre sindacati hanno fatto “scelte importanti”. “Non sempre sono state le stesse. Ci sono state differenze, anche momenti di frizione, talvolta valutazioni diverse sul metodo. Ma nelle differenze delle nostre storie, nelle sensibilità che ci distinguono, c’è un terreno comune che non è mai venuto meno”, ha sottolineato, aggiungendo che “abbiamo condiviso battaglie, difeso insieme diritti” e “sostenuto i molti valori che condividiamo”. Proprio per questo secondo Fumarola “di buon sindacato, in Italia, in Europa e nel mondo, c’è bisogno oggi più di ieri”.

Cgil, Cisl e Uil sono quindi pronte a discutere con le associazioni datoriali “anche da lunedì“. A margine della seconda giornata di lavori Bombardieri ha ribadito che i sindacati vogliono riunirsi a “un tavolo e a stare chiusi non stop finché non raggiungiamo l’accordo. Da qui oggi mandiamo questo messaggio. Vogliamo cominciare a discutere da lunedì, siamo pronti”. E sulle aperture della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Uil di ieri sulla detassazione dei rinnovi contrattuali Landini ha ribattuto che “il problema non è se” la porta di Meloni “è aperta o no. Il problema è che oggi sono vuote le borse della spesa”, aggiungendo che “di parole ne abbiamo tutti, siam capaci di dire delle belle parole, di fare delle promesse, no? Tutti le fanno anche in campagna elettorale, promettono, tutti promettono. Il punto è cosa concretamente si fa”. Per Fumarola, invece, “è importante che le porte continuino ad essere aperte perché in un tempo così difficile come quello che stiamo vivendo è fondamentale confrontarsi, ognuno nel rispetto della propria autonomia e quindi portare a palazzo Chigi le nostre istanze”.

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