Ricordate il paradosso francese? Ora è la volta della dieta mediterranea. Se il primo ebbe grande successo qualche tempo fa, dando fama al resveratrolo presente nel vino rosso – anche se la scienza da qualche tempo ha sollevato più di un dubbio – il nuovo paradossi riguarda la ‘regina delle diete’, promossa dalla scienza ma abbandonata dalle persone, nonostante i comprovati benefici per la salute.
A parlare per primo di ‘paradosso della dieta mediterranea’ (o “Mediterranean Diet Paradox”) è Domenico Praticò, professore di Scienze neurali e Founding Director dell’Alzheimer’s Center alla Temple University di Philadelphia, autore di uno studio su ‘International Journal of Food Sciences and Nutrition’.
“Nonostante numerose prove schiaccianti si moltiplichino in letteratura, dati recenti evidenziano un calo significativo della popolarità della dieta mediterranea proprio nei Paesi considerati la culla di questo regime alimentare. Un fenomeno associato a un aumento delle malattie metaboliche e dell’obesità”, dice a LaSalute di LaPresse il neurologo Praticò. Ma facciamo un passo indietro
Il paradosso francese e i benefici del vino rosso
Si è parlato di paradosso francese per descrivere il fenomeno per cui i cugini d’Oltralpe, nonostante un’alimentazione ricca di grassi saturi (formaggi, burro, carni), presentassero una bassa incidenza di malattie cardiovascolari. Tutto merito del vino rosso, pensava Serge Renaud dell’Università di Bordeaux, guardando agli abitanti del Sud-Ovest della Francia.
Le conoscenze della comunità scientifica sull’alcol sono andate evolvendo e si è visto che il tasso di mortalità per malattie cardiovascolari è costante in tutta Europa. Non ci sono differenze significative nemmeno tra il Nord e il Sud della Francia, punto cardine del paradosso. Dunque anche se il paradosso francese contiene alcuni punti ancora da chiarire, oggi è la miniera di antiossdanti contenuti nel frutto della vite ad essere oggetto di numerosi studi.
Il paradosso della dieta mediterranea
E la dieta mediterranea? Negli anni è stata promossa da numerose ricerche. “Si tratta di un regime alimentare che prende il nome dalla regione geografica che si affaccia sul Mar Mediterraneo (e che comprende aree come la Grecia, la Spagna e l’Italia ) e rappresenta una delle diete più sane al mondo, essendo associata a un rischio significativamente inferiore di contrarre diverse malattie croniche non trasmissibili. Nonostante queste prove schiaccianti, però, dati recenti evidenziano un calo significativo della popolarità di questa dieta proprio nei Paesi mediterranei”, sottolinea lo scienziato.
L’impennata di patologie legate alla dieta sbagliata
Un “fenomeno associato a un aumento delle malattie metaboliche e dell’obesità. Paradossalmente – aggiunge Praticò – questo regime alimentare sta guadagnando sempre più seguaci in Paesi che non rientrano geograficamente nel bacino del Mediterraneo. Insomma, il ‘paradosso della dieta mediterranea’ mette in luce l’urgente necessità di strategie di sanità pubblica coordinate, volte a correggere o invertire tale tendenza all’interno della stessa regione mediterranea, con l’obiettivo di scongiurare conseguenze a lungo termine sia sul piano economico, che su quello della salute pubblica”.
Dieta mediterranea e caldo
Infine una curiosità: in questi giorni di grande caldo faremmo bene a riscoprire questo regome alimentare. “La dieta di per sé non e’ una ricetta contro il caldo, ma il fatto che preveda il consumo giornaliero di frutta fresca e verdura è certamente utile, in quando può fornire sali minerali (calcio, magnesio, potassio) e vitamine che spesso si cercano attraverso gli integratori”, conclude Praticò.

