Salute e sport sono legati a doppio filo, ancor più in un mondo alle prese con minacce infettive che si rinnovano. Con l’inizio dei Mondiali 2026 ‘diffusi’ tra Canada, Messico e Stati Uniti molti tifosi europei si stanno mettendo in viaggio dal Vecchio Continente per assistere alle partite delle rispettive nazionali. “Vorrei rassicurarvi: nessuno dei Paesi ospitanti, né la Regione Europea, ha attualmente casi di Ebola. Non c’è motivo di cambiare i vostri piani. Viaggiate come di consueto, rimanete informati e godetevi il torneo”, dice loro Hans Henri P. Kluge, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa, a poche ore dal debutto del torneo allo Stadio Azteca di Città del Messico.
I grandi eventi e i rischi per i fan ai Mondiali 2026
Ma attenzione: “I grandi eventi riuniscono le persone e rimanere preparati contribuisce a garantire la sicurezza di tutti. Prestate attenzione ai sintomi di Ebola, come febbre, dolori muscolari e vomito. Se avete viaggiato di recente nella Repubblica Democratica del Congo o in Uganda e non vi sentite bene nell’arco delle tre settimane successive, consultate un medico e informate il vostro dottore del viaggio. I controlli sanitari di routine alle frontiere o agli eventi servono a proteggere tutti”, chiarisce il direttore dell’Oms Europa.
In Europa il rischio resta basso, ecco perché
“Recentemente, un paziente curato per l’Ebola in Europa è guarito dopo essere stato evacuato dall’Uganda. Sono state isolate in sicurezza in Germania cinque persone che erano entrate in contatto con lui e sono state monitorate per 21 giorni. Nessuno si è ammalato. Attualmente non ci sono casi attivi di Ebola in Europa e, cosa importante, non si registra alcuna trasmissione locale. Il rischio complessivo rimane basso”, ribadisce.
Ma perché il rischio Ebola è basso? “La maggior parte dei casi si concentra in aree remote della Repubblica Democratica del Congo. Sono previsti controlli sanitari prima di viaggiare dalle regioni colpite. L’Ebola non si diffonde per via aerea. L’infezione richiede il contatto diretto con i fluidi corporei di una persona malata. Le persone sono contagiose solo quando presentano sintomi visibili”, ricorda l’Oms Europa.
Il messaggio ai viaggiatori che si recano in Africa
Sebbene non esista un vaccino autorizzato o un trattamento specifico per questo ceppo, le cure di supporto precoci sono efficaci e i sistemi sanitari europei sono ben preparati. L’Oms non raccomanda restrizioni di viaggio, “ma, se non è necessario recarsi nelle aree colpite nella Repubblica Democratica del Congo o in Uganda, è più sicuro non farlo”, ricordano dall’OMS Europa.
“Dobbiamo anche combattere lo stigma. Le persone provenienti dalle regioni colpite e dalle comunità africane hanno subito ingiusti sospetti. La diffusione dell’Ebola non è determinata dalla nazionalità o dall’etnia. Lo stigma scoraggia le persone dal cercare assistenza e può rendere più difficile il controllo delle epidemie”.
La salute al torneo
La migliore protezione per l’Europa “è fermare l’epidemia dove ha avuto origine”, ribadisce Kluge, che torna a rivolgersi ai fan dei Mondiali: “Rimanete informati, affidatevi a fonti attendibili e trattate gli altri con comprensione. Con buon senso e compassione, possiamo proteggere sia le persone che il torneo”.

