Tre paesi ospitanti, quasi cinquanta nazionali al via, 104 partite complessive in un evento spalmato su cinque settimane. L’allargamento del Mondiale da 32 a 48 squadre fortemente voluto dalla Fifa ha ‘partorito’ una manifestazione extralarge sia in termini di gare che di distante geografiche tra Messico, Canada e Stati Uniti, gli organizzatori della Coppa del Mondo al via stasera dal mitico ‘Azteca’ di Città del Messico con il match tra Messico e Sudafrica, fino alla finalissima di domenica 19 luglio al Met Life Stadium nel New Jersey. L’Italia resterà a guardare da lontano per la terza volta di fila la nascita di nuove stelle, la consacrazione di altre, l’ultimo ballo di leggende come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Finora il torneo si è intrecciato soprattutto con la geopolitica, lasciando il pallone in disparte, sgonfio in un angolo dimenticato un po’ da tutti. Dai dubbi sulla presenza dell’Iran, che pur giocando le tre partite della fase a gironi in territorio statunitense ha fissato il suo quartier generale il Messico, fino al recente caso dell’arbitro somalo Omar Artan, miglior fischietto africano del 2025 ma costretto a rinunciare al suo sogno essendogli stato negato il visto al suo arrivo a Miami. Senza dimenticare le perquisizioni ‘approfondite’ – con metal detector e cani antidroga – riservate a Senegal e Uzbekistan (guidato dal ct Fabio Cannavaro) al momento del loro atterraggio in America. L’avvicinamento al Mondiale è stato segnato più da controversie extracalcistiche che da vicende sportive, anestetizzando l’impatto di quella che sarebbe dovuta essere una festa globale per il calcio, con la prima storica qualificazione per Capo Verde, Curaçao, Giordania e – appunto – Uzbekistan.
180mila biglietti invenduti
Non a caso sono ancora 180mila i biglietti rimasti invenduti, nonostante l’abbassamento dei prezzi nell’ultimo mese da parte della Fifa. Ulteriore di un evento che non ‘scalda’ quanto ipotizzato alla vigilia. Toccherà ai calciatori rimettere il rettangolo verde al centro della scena lasciando fuori dagli stadi (saranno 12, il più grande è il ‘Dallas Stadium’ con una capienza monstre di 94mila posti) le fibrillazioni che hanno accompagnato l’inizio della manifestazione.

Associated Press / LaPresse
Only italy and spain
Tra le outsider l’Inghillterra e il Brasile di Ancelotti
L’Argentina, reduce dal trionfo del in Qatar del 2022, si presenta come campione in carica, ma secondo i bookie le principali favorite per la vittoria sono la Francia di Didier Deschamps, che lascerà la guida della nazionale al termine del torneo americano, e la Spagna di Luis de la Fuente, che può contare sul talento cristallino di Lamine Yamal, che sta recuperando da un infortunio al bicipite femorale ed è la stella più attesa – nonostante i suoi 18 anni – di questa edizione. Kylian Mbappè e i pluricampioni del Psg spiccano in una Francia dalla rosa lunghissima e dalle ambizioni ancora più forti dopo la sconfitta nella finale del 2022, ma sogna in grande anche l’Inghilterra di Thomas Tuchel, che si affida ai gol di Harry Kane e a una squadra compatta in tutti i reparti per tornare sul trono mondiale a 60 anni dall’ultima – e unica – volta nel torneo disputato in casa. Partono più indietro, ma non possono essere sottovalutate, l’Argentina campione in carica e il Brasile di Vinicius allenato da Carlo Ancelotti. Per il tecnico di Reggiolo, capace di vincere tutto a livello di club, è la prima grande occasione per lasciare il segno anche da ct. Sia lui che il tedesco Tuchel sfideranno la cabala e la storia: mai nessun allenatore ‘straniero’ è riuscito a vincere la Coppa del Mondo.

