Ha provato fino all’ultimo a stringere i denti, mentre il dolore all’anca sinistra si faceva a ogni colpo più intenso. Alla fine Matteo Berrettini ha alzato bandiera bianca, consegnando ad Arnaldi l’accesso alla semifinale del Roland Garros. Una scena già vista troppe volte: la carriera di ‘The Hammer’ è stata costellata di infortuni, soprattutto agli addominali. “La potenza e l’esplosività richiesti dal tennis moderno comportano carichi biomeccanici elevatissimi”, spiega a LaSalute di LaPresse Andrea Bernetti, segretario generale Simfer e ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’Università del Salento.
Le caratteristiche di Berrettini
E il tennis del trentenne romano “è prevalentemente fondato sulle sue caratteristiche fisiche, un servizio e un dritto molto potenti, che richiedono continue e importanti torsioni, flessioni ed estensioni del tronco, in cui la muscolatura addominale agisce da generatore di forza e garantisce il controllo del movimento. Gli infortuni della muscolatura addominale dei tennisti rientrano spesso nelle lesioni indirette da sovraccarico”, chiarisce l’esperto.
Il ruolo dell’anca nel tennis
Questa volta, però, è stata l’anca a fermare la corsa di Berrettini sulla terra rossa parigina. “L’anca rappresenta uno degli elementi centrali della biomeccanica del tennista: pensiamo a quanto è coinvolta nell’assorbimento dell’impatto degli atterraggi, nei cambi di direzione laterali e nel trasferimento della forza generata dagli arti inferiori verso il tronco e il braccio”, fa notare Bernetti.
La storia clinica
La storia clinica di Berrettini e le pregresse lesioni dei muscoli addominali consentono di “ipotizzare un potenziale coinvolgimento delle catene cinetiche muscolari connesse a questi muscoli”, prosegue il fisiatra. Muscolatura addominale, flessori e adduttori, infatti, “si inseriscono a livello del bacino e lavorano in sinergia in diversi movimenti”.
Se gli addominali presentano “cicatrici, deficit di forza o alterazioni dinamiche, la funzionalità di questa carena può alterarsi”. L’infortunio all’anca potrebbe dunque essere “la conseguenza fisiologica di un vecchio problema della muscolatura addominale. Ovviamente ragioniamo per ipotesi, non conoscendo la situazione nel merito – conclude Bernetti – e ci auguriamo che l’infortunio del campione possa essere agilmente superato”.

