Gioco d’azzardo e adolescenti, numeri e segnali della dipendenza

Gioco d’azzardo e adolescenti, numeri e segnali della dipendenza
Photo by: STRF/STAR MAX/IPx 2026

Il gioco d’azzardo in Italia interessa quasi la metà dei ragazzi di 15 e 16 anni: il report di Gioco responsabile.

Il 44,8% degli studenti italiani di 15-16 anni ha giocato d’azzardo nell’ultimo anno: è il doppio della media europea. La quota di minori che gioca online è peraltro raddoppiata negli ultimi sei anni, passando dal 20 al 40%. È l’associazione no-profit Gioco responsabile a fornire una panoramica di certo poco rassicurante sulla ludopatia minorile in Italia. 

Il gioco d’azzardo si sposta online

Come un numero crescente di aspetti della vita, anche il gioco d’azzardo si è spostato online. E assume spesso forme ibride, a metà videogame e azzardo. È il caso delle loot box: paghi con soldi veri per aprire un pacco a sorpresa nel videogioco, un meccanismo non troppo diverso da quello delle slot machine, con la stessa scarica di dopamina e la voglia di tentare un’altra volta la sorte. 

Poi ci sono streamer e influencer che giocano a poker online, aprono loot box in diretta, mostrano vincite clamorose. Raramente mostrano le perdite. Il messaggio implicito è che si può guadagnare facilmente, che è normale, che è divertente. Da non sottovalutare i gruppi Telegram, che promettono pronostici infallibili sulle partite o combinazioni segrete per vincere alle slot. 

I segnali da non ignorare

Un’euforia improvvisa, alternata a irritabilità o apatia, potrebbe segnalare una dipendenza dal gioco. Così come la tendenza all’isolamento – perché la vita sociale si sposta sempre più online, richieste frequenti di denaro o calo del rendimento scolastico, perché la testa è sempre alla ‘prossima giocata’. 

Chi è a più a rischio di sviluppare una dipendenza dal gioco? Se uno o entrambi i genitori giocano, il rischio raddoppia, perché il gioco viene normalizzato come comportamento adulto. Incidono anche un reddito familiare basso o vicino alla soglia di povertà, che porta a vedere il gioco non più come passatempo ma come una via d’uscita. Occhio anche alla scarsa educazione finanziaria, che può portare a considerare ogni vincita come un guadagno e non saper calcolare le perdite reali. 

Gioco responsabile lancia un appello ai genitori. “Evitate lo scontro frontale, che raramente funziona. Meglio la ‘curiosità non giudicante’, affrontando l’argomento in maniera laterale. L’obiettivo non è ottenere una confessione, ma far capire al ragazzo che puoi aiutarlo a uscire da un labirinto. E che non lo stai punendo per esserci entrato”. 

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