Pasqua per i bambini vuol dire cioccolato a profusione, con le uova che al gusto irrinunciabile del cacao abbinano la curiosità della sorpresa da scartare. Ma per chi è allergico al cacao la festa rischia di essere un po’ meno dolce. In realtà, nella maggior parte dei casi, “i bambini hanno reazioni allergiche alle arachidi e alla frutta a guscio contenuta nel cioccolato”, precisa a LaSalute di LaPresse Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù.
Allergia al cacao: un’eventualità remota
“L’allergia al cacao è invece un fatto molto raro, per non dire eccezionale: io mi sono imbattuto in un solo caso durante tutta la mia carriera“, evidenzia il professor Fiocchi. Cacao da assolvere, dunque. “Si tratta di un alimento che spesso viene ritenuto responsabile di allergie, al pari della fragola, ma entrambi sono quasi sempre innocui“, chiarisce.
Cioccolato senza tracce di frutta a guscio
Basta dunque acquistare cacao che non contenga tracce di frutta a guscio per evitare rischi di reazioni allergiche? In linea teorica sì. “Ma la filiera del cacao sta attraversando una fase di forte instabilità legata soprattutto a fattori ambientali e produttivi. In questo contesto può aumentare il rischio di contaminazioni lungo la filiera, ad esempio durante trasporto o lavorazione, anche con frutta a guscio. Nei soggetti allergici più sensibili, anche quantità minime possono essere sufficienti a scatenare una reazione”, fa notare l’esperto.
L’insidia delle uova di gallina
A proposito di uova, non sono solo quelle di cioccolato a presentare delle insidie. L’allergia all’uovo di gallina è tra le più comuni nei bambini piccoli. “Ci sono alimenti insospettabili che possono contenere tracce di uovo”, informa Fiocchi. “È il caso di molti formaggi prodotti a Nord del Po, come il Grana Padano o anche diversi formaggi francesi, che derivano da latte di bestiame alimentato con fieno conservato nei silos. Durante la fase di insilamento del fieno, per evitare fenomeni di fermentazione indesiderata, viene aggiunto un anti-fermentante, un enzima che deriva dall’uovo”.
Frutta a guscio: un’allergia in crescita
Tornando alla frutta a guscio, le allergie ad arachidi, nocciole, noci e mandorle sono in aumento in molti Paesi del mondo. Si tratta di un trend epidemiologico osservato in diversi Paesi. Alla base di questo incremento ci sono più fattori, tra cui “una maggiore diffusione di questi alimenti, ma anche alterazioni del microbiota intestinale. Un microbiota meno diversificato può infatti favorire una risposta immunitaria anomala, portando l’organismo a riconoscere come dannose sostanze che in realtà sarebbero innocue”, spiega Fiocchi.
Il caso delle arachidi
Si è ritenuto a lungo che ritardare l’introduzione dell’arachide nella dieta del bambino abbassasse il rischio di sviluppare l’allergia. “Oggi le evidenze scientifiche hanno in gran parte ribaltato questa visione – conclude l’esperto – l’introduzione precoce dell’arachide nella dieta infantile si è dimostrata un fattore protettivo nei confronti dello sviluppo dell’allergia. Un principio analogo sembra valere anche per altri alimenti allergenici, come l’uovo. Infatti è sempre più comune introdurre piccole quantità di questi alimenti già intorno ai sei mesi di età, mentre un tempo si tendeva a rimandarne l’assunzione”.

