Melanoma in Italia: un paziente su 4 ha meno di 30 anni, la regola delle ombre

Melanoma in Italia: un paziente su 4 ha meno di 30 anni, la regola delle ombre
Photo by: Sina Schuldt/picture-alliance/dpa/AP Images

Identikit del paziente tipo, novità della ricerca e strategie per difendersi dal melanoma.

Con l’arrivo della bella stagione la pelle può rivelare novità da non sottovalutare. Parliamo del melanoma, un tumore che “secondo il rapporto ‘I numeri del cancro in Italia’ 2024 (Aiom-Airtum), conta tra  “12.900 e oltre 17.000 diagnosi annuali. Sebbene l’incidenza sia in crescita, la buona notizia è che la mortalità è in calo grazie alla diagnosi precoce e alle nuove terapie”, dice a LaSalute di LaPresse Caterina Longo, direttrice della Struttura Complessa di Dermatologia del Policlinico di Modena e professoressa ordinaria presso Unimore.

L’esperta evidenzia il preoccupante abbassamento dell’età dei pazienti e suggerisce di prevenire il danno con l’aiuto della ‘regola delle ombre’.

Giovani e melanoma

Qual è nel nostro Paese l’identikit del paziente tipo? “Ha spesso la pelle chiara (fototipo I o II), molti nei (più di 50) e una storia di scottature solari in età pediatrica”, chiarisce l’esperta della Sidemast (Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse). “Un dato allarmante è l’abbassamento dell’età: oggi circa un paziente su quattro ha meno di 30 anni, un fenomeno legato spesso all’uso eccessivo di lampade abbronzanti e a una scarsa protezione durante l’infanzia”.

Le differenze di genere

Non solo. “Le statistiche confermano che gli uomini tendono ad avere prognosi peggiori e una maggiore incidenza di melanoma dopo i 50 anni. I motivi sono duplici: la pelle maschile è generalmente più spessa e presenta meno antiossidanti naturali rispetto a quella delle donne; inoltre gli ormoni femminili sembrano esercitare un ruolo protettivo”. C’è poi una questione di abitudini errate: “Gli uomini tendono a usare meno la protezione solare e, soprattutto, a trascurare l’automonitoraggio dei nei, arrivando alla diagnosi in stadi più avanzati”.

Mentre nelle donne il picco si osserva spesso in età fertile, “negli uomini l’incidenza del melanoma impenna drasticamente dopo i 50-60 anni, localizzandosi frequentemente sul tronco, una zona difficile da monitorare da soli”, segnala Longo.

Le novità della ricerca

Negli ultimi anni la ricerca ha fatto passi da gigante, trasformando una malattia un tempo senza speranza in una condizione sempre più gestibile. E non è tutto. “Nel 2025-2026 i riflettori sono puntati sui vaccini terapeutici personalizzati”, riflette l’esperta. Sono i famosi vaccini a mRna in sperimentazione anche in Italia. “Non servono a prevenire l’insorgenza – chiarisce la specialista – ma a istruire il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali residue dopo l’intervento, riducendo il rischio di recidiva del 49% se combinati con l’immunoterapia”.

“Si sta diffondendo inoltre l’uso di farmaci immunoterapici prima della chirurgia per attivare le difese del corpo quando il tumore è ancora presente, migliorando drasticamente i risultati a lungo termine”.

Perché il sole non è un amico

“Nel caso del melanoma l’esposizione ai raggi UV sia solari che artificiali rimane il principale fattore di rischio modificabile: è responsabile di circa l’80% dei casi. Non è solo quanto sole prendiamo, ma come: le scottature intermittenti e intense – il tipico weekend al mare partendo da una pelle bianchissima – sono molto più pericolose di un’esposizione graduale”, dice la specialista

La regola delle ombre

Come difenderci? “Se la tua ombra è più corta di te, i raggi UV sono al massimo della potenza. Seguiamo la regola delle ombre ed evitando il sole tra le 11:00 e le 16:00”.

Non solo creme: “La protezione migliore è quella fisica (cappello a tesa larga, occhiali da sole a norma e magliette tecniche). Inoltre applicare la protezione 50 non significa poter stare al sole tutto il giorno. Va riapplicata ogni due ore e dopo ogni bagno. Infine – conclude – non dimenticate il controllo dei nei: è bene effettuare una mappatura una volta l’anno e seguire la regola ABCDE (Asimmetria, Bordi irregolari, Colore variegato, Diametro > 6mm, Evoluzione)” per individuare i nei sospetti per tempo. La pelle ringrazierà.

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