“Che fretta c’era, maledetta primavera”, cantava Loretta Goggi. Almeno una volta se lo saranno chiesti, c’è da giurarci, anche gli allergici ai pollini. Oggi però la stagione delle allergie arriva in anticipo e dura più a lungo. Con l’aumento delle temperature a livello globale, infatti, la pollinazione di molte piante è sempre più precoce e prolungata.
Pollini in anticipo
Piante che in passato rilasciavano i primi pollini a metà febbraio, oggi iniziano a farlo già a gennaio, se non addirittura a Natale. Le graminacee, in alcune annate, presentano una seconda fioritura a fine estate. “Il cambiamento climatico ha modificato completamente il modo in cui osserviamo e gestiamo le allergie ai pollini”, certifica Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù.
Diagnosi più complicate
Trasformazioni che complicano anche la diagnosi, in particolare nei bambini che sono sensibilizzati a più pollini contemporaneamente. Le stagioni polliniche si sovrappongono e individuare il polline responsabile dei sintomi sulla base della sola storia clinica del bambino diventa sempre più difficile.
In questi casi “la sola osservazione dei sintomi non basta più per identificare l’allergene responsabile”, fa notare Fiocchi. “Per questo stiamo utilizzando diagnostiche molecolari sempre più avanzate che permettono di individuare con precisione le singole componenti allergeniche”.
Nuove diagnostiche molecolari
Per affrontare questa nuova complessità, le nuove diagnostiche molecolari assumono un ruolo decisivo. Il laboratorio di analisi cliniche del Bambino Gesù è in prima linea grazie ai suoi pannelli diagnostici avanzati, che analizzano centinaia di allergeni contemporaneamente, offrendo una mappa delle sensibilizzazioni del paziente e consentendo di personalizzare le terapie.

I numeri della rinite allergica
La rinite allergica colpisce circa un italiano su quattro. Percentuale che cresce se si guarda alla popolazione scolastica: la sensibilizzazione ad almeno un allergene aerodisperso riguarda quasi il 40% degli adolescenti, mentre la rinocongiuntivite interessa il 18% dei ragazzi. Considerando che nel 2024 i bambino da 0 a 14 anni in Italia erano circa 7 milioni, si stima che i piccoli allergici ai pollini siano tra 1,2 e 1,7 milioni.
“Dal sondaggio che abbiamo condotto sui medici di medicina generale, emergono ritardi diagnostici e un’applicazione disomogenea delle linee guida. Bisogna rafforzare la formazione per garantire il riconoscimento precoce della patologia e una più stretta sinergia tra medico di famiglia e specialista”, sottolinea Francesco Murzilli, presidente di Aaiito, l’Associazione allergologi, immunologi, italiani territoriali e ospedalieri.

La mostra fotografica
Insieme all’associazione di pazienti Respiriamo insieme e col contributo non condizionante di Firma, Aaiito ha promosso ‘Scatti di rinite: le smorfie che non fanno ridere’. Il progetto include una campagna di sensibilizzazione e una mostra fotografica ospitata a Milano dalla Cascina Cuccagna dal 17 al 20 marzo.
L’obiettivo del fotografo Giorgio Galimberti ha catturato i volti delle persone affette da rinite allergica e le smorfie provocate dall’infiammazione. Un modo per raccontare una condizione comune e offrire uno sguardo intimo sulla vita dei pazienti. “Progetti come questo, che uniscono arte visiva e informazione scientifica, sono essenziali per arrivare al grande pubblico e far comprendere la reale portata della rinite allergica”, aggiunge Murzilli.
“Ogni starnuto, ogni notte insonne, racconta una storia di vulnerabilità e tenacia”, dice Simona Barbaglia, presidente di Respiriamo insieme Aps. “Il nostro impegno quotidiano è affiancare i pazienti affinché non si sentano soli”, aggiunge. “Con questa campagna vogliamo rompere il silenzio e mostrare come dietro ogni ‘smorfia’ ci sia una persona, con la sua qualità di vita compromessa”.

