“Ormai siamo nella fase calante della curva dell’influenza e dei virus respiratori”, dice a LaSalute di LaPresse il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Milano, commentando l’ultimo bollettino Respivirnet targato Istituto superiore di sanità (Iss).
E a parlare sono i numeri: l’incidenza delle infezioni respiratorie acute nella settimana di San Valentino (9-15 febbraio), è scesa a 8,6 casi per 1.000 assistiti. Risultato? Sono stati circa 472mila i nuovi casi in 7 giorni, per un totale dall’inizio della sorveglianza di 11,4 milioni di connazionali colpiti.
Tanti, “ma in effetti non c’è stato quello che qualcuno definiva ‘effetto influenza K’: anzi in questo periodo l’incidenza è decisamente più bassa rispetto alla scorsa stagione”, nota l’epidemiologo del Campus Bio-Medico Massimo Ciccozzi. Ma vediamo meglio quali patogeni circolano ora nella nostra Penisola.
Influenza? È tempo di ‘virus cugini’
“In questa fase, più che l’influenza, sono molto presenti il virus respiratorio sinciziale e i ‘virus cugini’, quindi Adenovirus e Rhinovirus. Ma non dimentichiamo che nelle persone fragili questi patogeni possono ancora creare problemi”, avverte invece Pregliasco.
Il report Iss conferma comunque come, “tra i virus respiratori circolanti, i valori di positività più elevati sono stati rilevati per Vrs, Rhinovirus e Metapneumovirus. Anche nel flusso ospedaliero, i tassi di positività più elevati sono stati rilevati per Vrs, Rhinovirus e altri coronavirus diversi da Sars-CoV-2”.
Bimbi ancora più colpiti
Tosse, febbre e malessere sono molto diffusi tra i bambini. L’incidenza più elevata – con circa 33 casi per 1.000 assistiti – si osserva infatti ancora nella fascia dei piccolini (0-4 anni). Il dato comunque è in diminuzione rispetto alla settimana precedente (quando eravamo a quota 38).
L’intensità invece è ormai a livello basale in Veneto, Provincia Autonoma di Trento, Molise e Sardegna, molto alta in Basilicata e bassa in tutte le altre regioni.
Anche la sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza evidenzia un numero di casi in diminuzione, per la maggior parte in persone non vaccinate. Insomma, il periodo peggiore è ormai alle spalle, anche se non è ancora tutto finito.

