Incubo pidocchi per 1,7 mln di bambini e adolescenti, i 3 errori da non fare mai 

Incubo pidocchi per 1,7 mln di bambini e adolescenti, i 3 errori da non fare mai 
(AP Photo/Andreea Alexandru)

Il record è sotto i 6 anni ma i pidocchi colpiscono fino al liceo. Le indicazioni del pediatra per liberarsene.

Non solo virus e malanni respiratori: per i genitori italiani questo è il periodo dell’incubo pidocchi. “Circa 1.700.00 fra bambini e adolescenti ogni anno prendono i pidocchi. E la novità degli ultimi tempi è che questi parassiti colpiscono tutte le fasce d’età, mentre in passato il problema era concentrato alle elementari”. A dirlo a LaSalute di LaPresse è Italo Farnetani, professore ordinario di Pediatria Libera Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche United Campus of Malta.

Le età più colpite

In dettaglio i dati, “rilevati da indagini che ho effettuato a livello personale, indicano – precisa il pediatra – che i più bersagliati sono i bimbi sotto i 6 anni: 900.000 fanno i conti con i pidocchi. Segue la fascia tra 6 e 12 anni con 600.000 minori, mentre dai 13 ai 18 anni siamo a quota 220.000. Insomma, con il passare degli anni il problema si riduce, ma nessuna fascia d’età è indenne”.

Cosa favorisce lo scambio di pidocchi

Ma come mai? “Il fenomeno – dice il pediatra – è legato alla promiscuità, alle teste che stanno vicine in ambienti chiusi, allo scambio di cappelli, ai cappotti affastellati l’uno sull’altro. Quando i contatti diventano meno ravvicinati, il problema si riduce”. Insomma, “non è una questione di scarsa igiene, ma un fenomeno sociale legato proprio alla promiscuità”, assicura Farnetani.

Come proteggersi

Come ci si difende da questi fastidiosi insetti? “Facendo il trattamento – dice lapidario il pediatra – Le infestazioni si manifestano con prurito e fastidio e dunque il bambino va osservato e trattato con i prodotti mirati, che si acquistano in farmacia. È importante ricordare di ripetere il trattamento a distanza di una settimana, quando magari nella testa del bimbo i pidocchi non ci sono più, ma le lendini sì. Altrimenti l’infestazione non passa”. 

Attenzione: “Si tratta di prodotti costosi, in media intorno ai 13 euro. Certo, sarebbe utile una profilassi nelle scuole, come dimostra il fatto che nell’anno di Covid ci fu il crollo dei pidocchi. Ecco perché ho proposto che i prodotti antipediculosi siano dispensati dal Ssn. Ma al momento non è così”, ammette.

No al fai da te, sì alla prevenzione

C’è poi chi, per risparmiare o per evitare la chimica, ricorre ad alternative casalinghe. “No ai prodotti fai da te o rimedi della nonna come i lavaggi con aceto: sono inutili e non proteggono né sconfiggono i pidocchi. Sì, invece, a shampoo e lozioni indicate dal medico”, continua l’esperto.

La buona notizia è che si può fare prevenzione. “Dato che le lendini si schiudono in 8 giorni, basta controllare la testa del bambino una volta a settimana, magari con l’aiuto del pettine fitto. Consiglio il sabato, facendo attenzione a nuca e spazio dietro le orecchie, ma controllando tutta la lesta. Attenzione a non confondere le lendini con la forfora: quest’ultima soffiando va via, mentre le lendini restano saldamente attaccate al capello, a qualche millimetro dalla cute”, chiarisce il pediatra.

Infestazioni continue

“Quando un bambino prende spesso i pidocchi – puntualizza – non è che sia particolarmente suscettibile: basta un bimbo infestato in classe per diffondere questi parassiti tra i compagni. E se non tutti fanno il trattamento come si deve o non lo ripetono, il problema torna”. 

I tre errori da evitare

Farnetani evidenzia anche i tre errori più comuni, da evitare per liberarsi davvero di questi parassiti. “Tagliare i capelli: è inutile – esordisce – il pidocchio infatti salta di testa in testa e non sta a guardare la lunghezza del capello. Anche lavarli spesso non serve: la pulizia non tiene a bada questi insetti”. 

Il secondo errore è quello di non mandare il bambino a scuola se ha le lendini: “La legge prevede che, se il bambino ha fatto un solo trattamento, non è più in grado di trasmettere la pediculosi e può andare a scuola. Infine il terzo errore è doppio: utilizzare prodotti consigliati da amici e parenti e, soprattutto, non ripetere il secondo trattamento”. I pidocchi non perdonano.

“Facciamoci consigliare dal medico e poi utilizziamo con cura il prodotto, secondo le indicazioni. E soprattutto non sfiduciamoci: il problema delle reinfestazioni è legato alla sfortuna e al fatto di non eseguire il secondo trattamento”, conclude Farnetani. Magari coordinarsi con gli altri genitori aiuta: la chat di classe per una volta diventerebbe davvero utile.

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