“Non farli esplodere”, il video contro i petardi del Policlinico di Bari 

“Non farli esplodere”, il video contro i petardi del Policlinico di Bari 
(Foto Claudio Furlan/Lapresse) New Year’s Eve in Piazza Duomo – police force checks for new red zones – Milan, Tuesday, Jan. 1, 2025 (Photo Claudio Furlan/Lapresse)

Capodanno 2026 si avvicina e si moltiplicano le iniziative contro i rischi da petardi.

Immagini di mani amputate e arti ricostruiti si alternano agli appelli di medici e operatori sanitari: “Non farli esplodere”. Fino al messaggio finale, netto e inequivocabile: “Il miglior modo per proteggersi è non usarli”. Il Policlinico di Bari ha affidato a un video pubblicato su Instagram il suo messaggio di sensibilizzazione sui traumi da scoppio di petardi. Secondo il Viminale, l’anno scorso i feriti per i festeggiamenti di Capodanno furono 309: il numero più alto degli ultimi dieci anni. Ma al Policlinico di Bari, ben prima della notte di San Silvestro, sono già stati trattati due feriti gravi da scoppio di petardi. In entrambi i casi l’amputazione è stata inevitabile. 

Mostrare le conseguenze

Episodi che hanno spinto la direzione aziendale, in collaborazione con l’Unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva, a realizzare e a diffondere un video di forte impatto sulla pagina Instagram dell’ospedale. “Non volevamo urtare la sensibilità dei cittadini, ma mostrare in modo chiaro e responsabile le conseguenze che può provocare lo scoppio di un petardo”, chiarisce il direttore sanitario Danny Sivo. “Si tratta di lesioni violente, spesso irreversibili, capaci di lasciare disabilità permanenti. Per questo l’invito è semplice e diretto: smettiamo di far esplodere botti e scegliamo altri modi più sicuri per festeggiare l’arrivo del nuovo anno”. 

Il ruolo della chirurgia 

Nel trattamento di queste lesioni, la chirurgia plastica e ricostruttiva è chiamata a intervenire nella ricostruzione dei tessuti molli, nella riparazione di nervi e tendini, nella rivascolarizzazione degli arti e, nei casi più complessi, nel reimpianto delle dita amputate. “La tempestività dell’intervento e la competenza multidisciplinare risultano decisive per salvare la funzione degli arti e degli occhi”, sottolinea Eleonora Nacchero, dirigente medico della Chirurgia plastica. Una missione ricostruttiva che però “non sempre può sortire gli effetti desiderati, perché i petardi provocano una distruzione ampia e completa dei tessuti molli e ossei, rendendo talvolta inefficaci interventi complessi e di lunga durata”. 

Rischi da petardi: l’importanza della prevenzione

Giuseppe Giudice, ordinario di Chirurgia plastica e direttore dell’Unità operativa di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, di lesioni da petardi che potevano essere evitate ne ha viste tante. “La prevenzione è fondamentale: un gesto imprudente può trasformare una festa in una tragedia con conseguenze permanenti e invalidanti per il paziente, spesso di giovane età”. L’attività di prevenzione dell’Unità non inizia con questo video: da anni è impegnata in campagne di prevenzione e sensibilizzazione rivolte a bambini e ragazzi delle scuole, realizzate in collaborazione con gli artificieri della Polizia di Stato, le unità cinofile e i Vigili del Fuoco, per diffondere la cultura della sicurezza e ridurre il più possibile il numero degli incidenti. 

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