Manovra: le novità per la sanità e le reazioni dei medici

Manovra: le novità per la sanità e le reazioni dei medici
Palazzo di Montecitorio, Roma, 10 maggio 2025 (Photo by: Marijan Murat/picture-alliance/dpa/AP Images)

La legge di Bilancio rafforza gli interventi per la prevenzione e le cure palliative e ritocca il Fondo nazionale, le reazioni degli operatori della sanità

Tante le misure per la sanità contenute nella Manovra che ha appena ricevuto il ‘disco verde’ definitivo alla Camera con 216 sì, 126 no e 3 astenuti. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri a ottobre e poi modificato in commissione al Senato, rafforza gli interventi per la prevenzione e le cure palliative e fa lievitare il Fondo sanitario nazionale. 

Sul fronte dei farmaci cresce dello 0,3% il tetto di spesa per gli acquisti diretti ma si riduce il Fondo per gli innovativi, che passa da 1,3 a 1,16 mld di euro. Una strada che “solleverà polemiche”, prevedono su ‘Quotidiano Sanità’. Polemiche che già non mancano quando si guarda alle reazioni degli operatori della salute. 

“Anche questa manovra economica si è consumata sulla pelle dei medici, dipendenti e convenzionati, e dei dirigenti sanitari. È chiaro a tutti ora come non solo il ministero della Salute sia ‘ostaggio’ del Mef, ma cosa ancor più grave, che lo sia l’intero Governo. E le conseguenze di questo braccio di ferro sono estremamente offensive per tutti coloro che quotidianamente lavorano per garantire la salute dei cittadini”, hanno sottolineato Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale Anaao Assomed, Guido Quici, Presidente Federazione Cimo-Fesmed, Silvestro Scotti, Segretario Generale Fimmg, Antonio D’Avino, Presidente Nazionale Fimp e Antonio Magi Segretario Nazionale Sumai nei giorni scorsi. Ma vediamo prima le novità previste dal provvedimento.

Le novità per sanità e prevenzione

Il finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard viene rimodulato con un incremento di 2.382,2 milioni di euro per il 2026, 2.631 milioni per il  2027 e 2.633,1 milioni di euro annui a decorrere dal 2028.

Nasce poi un Fondo per interventi normativi in materia di prevenzione, formazione, informazione e cura della celiachia. Grande attenzione ad accesso alle cure e diseguaglianze: le Regioni che non raggiungono la soglia di garanzia minima in una o più delle macro-aree di assistenza sanitaria previste dal sistema di monitoraggio nazionale, dovranno essere sottoposte a un audit specifico. L’esame sarà condotto dal Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), già istituito in sede di Conferenza Stato-Regioni.

Novità anche per il contrasto al tabagismo. Dal 1 gennaio sigarette, tabacco e prodotti elettronici diventeranno più cari. Lo Stato ha deciso di aumentare progressivamente le tasse su questi prodotti per i prossimi tre anni, per aumentare le entrate e disincentivarne il consumo.

Inoltre per realizzare il Piano Nazionale di Azioni per la Salute Mentale 2025-2030″ (Pansm), che ha l’obiettivo di migliorare l’assistenza e la cura delle persone con problemi di salute mentale, sostenendole in tutte le fasi della loro vita, sono stati stanziati dei fondi dedicati: 80 milioni di euro nel 2026, 85 milioni di euro nel 2027, 90 milioni di euro nel 2028 e, a partire dal 2029, 30 milioni di euro all’anno in modo stabile.

La farmacia dei servizi

Le farmacie vengono riconosciute come strutture che erogano prestazioni sanitarie per il Ssn. Possono lavorare in sinergia con medici di famiglia e altri professionisti per offrire un servizio più integrato. Per sostenere le farmacie dei servizi a partire dal 2026 vengono stanziati 50 milioni di euro all’anno. Questi fondi sono “vincolati”, cioè possono essere usati solo per questo scopo.


Come ricorda il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, dopo 16 anni di sperimentazione la farmacia dei servizi diventa strutturale, integrandosi stabilmente nel Ssn. Le farmacie pubbliche e private convenzionate così “diventano un pilastro della sanità di prossimità, essenziale per un’offerta di salute efficace e vicina al cittadino. Dopo anni di proroga della sperimentazione, favorita dai diversi esecutivi succedutisi nel tempo, le 20.000 farmacie presenti in tutto il Paese, anche nelle aree più remote, vengono riconosciute come strutture pienamente integrate nel Ssn, in sinergia con i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta e gli altri professionisti del territorio”. 

La soddisfazione del ministero della Salute


“Garantiamo un incremento straordinario di risorse destinate alla sanità, per renderla sempre più efficiente, accessibile e universale”, ha commentato il ministro della Salute Orazio Schillaci. “Ci sono risorse importanti da utilizzare per la riduzione delle liste d’attesa con fondi per nuove assunzioni e aumento delle indennità di specificità. Potenziamo le attività di Pronto Soccorso e di prevenzione con particolare attenzione ai programmi di diagnosi precoce per le patologie oncologiche e le malattie rare. Inoltre destiniamo risorse alla salute mentale con un investimento che riconosce la centralità del benessere psicologico come componente essenziale della salute complessiva delle persone. Di fatto, con questa legge di Bilancio diamo un’altra risposta concreta e duratura per un rafforzamento strutturale del Servizio sanitario nazionale e per garantire i bisogni di salute di tutti i cittadini”.


Più in dettaglio, dal 2026 saranno disponibili “238 milioni di euro annui per programmi mirati, tra cui l’estensione degli screening oncologici per mammella e colon-retto; test di profilazione genomica per la diagnosi di tumori, sordità e malattie rare, anche attraverso tecnologie di sequenziamento avanzate; nuovi screening neonatali; interventi di prevenzione e cura dell’obesità, delle patologie oculari cronico-degenerative e delle malattie reumatologiche, inclusa la fibromialgia, oltre all’acquisto dei vaccini previsti dal calendario nazionale. Per il solo 2026 – ricorda Gemmato – queste risorse sono incrementate di ulteriori 247 milioni di euro, una spinta concreta per rendere la prevenzione parte integrante della contabilità sanitaria pubblica”.

La bocciatura dei medici

A preoccupare i ‘camici bianchi’ è l’assenza di incentivi per gli operatori. “Una dirigenza sanitaria esclusa, così come i medici convenzionati, dall’adeguamento delle prestazioni aggiuntive con cui a parole, ma non nei fatti si vorrebbe risolvere il problema delle liste d’attesa”, scrivono i sindacati medici, ricordando i 20mila specialisti ambulatoriali convenzionati pubblici del territorio dimenticati dalla Manovra.

“La manovra economica varata oggi ha preso una deriva disastrosa socialmente e professionalmente che trova spiegazione nell’aver sacrificato le esigenze di sistema a logiche politiche lobbistiche ed economiche”, insiste Pierino Di Silverio

Niente nemmeno sul fronte della Medicina Generale e Pediatria di Libera Scelta. In una nota la Fimmg ribadisce il malcontento già espresso unitamente agli specialisti ambulatoriali (Sumai), ai pediatri di libera scelta (Fimp) e alla dirigenza medica e sanitaria (Anaao Assomed e Cimo-Fesmed) per una manovra economica che “ha trascurato ancora una volta il lavoro e la dignità professionale di chi garantisce ogni giorno l’assistenza nel Ssn. Per Fimmg “non si può chiedere al territorio di reggere l’urto delle liste d’attesa, della cronicità e della carenza di personale senza mettere in campo misure coerenti e senza dare piena efficacia agli accordi già costruiti e ora certificati e di fatto già passati”. E questo “visto che parliamo di adeguamento delle retribuzioni al 2024 e ci pare che tra pochi giorni siamo al 2026”, chiosa il sindacato guidato dal segretario Silvestro Scotti.

Invece “vengono premiate ancora una volta le farmacie dei servizi – prosegue Di Silverio – che stanno pian piano diventando l’illusoria risposta alla domanda di cura dei cittadini, salvo poi far lievitare i tempi di attesa quando gli stessi dovranno rivolgersi al medico e al dirigente sanitario perché la prestazione ricevuta a pagamento non è completa e soddisfacente. Si tagliano fondi ai farmaci innovativi, perché l’innovazione, si sa, corre da sola. Per finire con la proroga al 2029 dell’auto-certificazione delle competenze per i professionisti della sanità che vogliono lavorare in Italia (San Raffaele non docet) come a dire ‘venite in Italia, infermieri, medici o no, l’importante è fare numero’. E poi bonus, contentini sparsi qua e là per scuole private, aziende e tagli a tutto ciò che è sociale. In questo panorama disastroso siamo riusciti a salvare le poche risorse extracontrattuali, che, al momento, arriveranno solo con il prossimo contratto 2025-2027, ma ci batteremo a partire dal decreto Milleproroghe – conclude Di Silverio – affinché vengano erogate da subito visto che sono già disponibili e per sanare l’ingiustizia perpetrata ai danni dei dirigenti sanitari”.

*Articolo aggiornato
 

© Riproduzione Riservata