Mattarella: "Non esistono giudici elettivi e i politici non sono sopra le leggi"

Il discorso del presidente della Repubblica alla commemorazione del centenario dalla nascita di Scalfaro

Doppio monito del presidente Sergio Mattarella alla magistratura e alla politica. "Nel nostro ordinamento non esistono giudici elettivi: i giudici traggono la loro legittimazione dalla Costituzione". Le parole ferme e mai urlate rimbombano nella sala della Lupa a Montecitorio, dove in modo inusuale, il capo dello Stato decide di pronunciarsi dopo un lungo periodo di silenzio.

È fresca la memoria di quella frase alzata come scudo dal ministro dell'Interno Matteo Salvini di fronte all'ipotesi, poi rivelatasi reale, di essere indagato: "Io sono eletto, i giudici no". Il presidente della Repubblica sceglie di essere ancora più preciso: "Nessuno è al di sopra della legge, nessun personaggio pubblico, neppure gli esponenti politici. Il rispetto delle regole è rispetto della democrazia".

Altrettanto forte il suo richiamo al ruolo della magistratura come organo indipendente. "Non deve neppure dare l'impressione che in questa opera di giustizia vi possa essere la contaminazione di una ragione politica" perché "non potrà mai esservi giustizia di destra, di centro o di sinistra: guai a porre a fianco del sostantivo giustizia un qualunque aggettivo". Il Capo dello Stato mutua le parole di un altro Presidente cattolico, Oscar Luigi Scalfaro, di cui alla Camera si celebra il centenario dalla nascita. Ad applaudirlo in prima fila ci sono la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e della Camera Roberto Fico. Poi Mario Monti, Graziano Delrio, Ettore Rosato, Rosy Bindi, Luciano Violante. Prelati e attori, come Gifuni.

Raggelante la replica di Matteo Salvini affidata a Facebook: "Ha ragione Mattarella. Io, rispettando la legge, la Costituzione e l'impegno preso con gli italiani, ho chiuso e chiuderò i porti a scafisti e trafficanti di esseri umani. Indagatemi e processatemi, io vado avanti". Mattarella però non vuole il conflitto e, com'è nel suo stile, cerca la sintesi: "È buona regola che i poteri statali non si atteggino ad ambienti rivali e contrapposti, ma collaborino". E dopo aver ricordato il ruolo fondamentale di Scalfaro in un periodo di crisi dei partiti tradizionali e di timori per la tenuta della democrazia italiana, quasi fosse un alter ego usa di nuovo le sue parole, questa volta in un'altra veste: "Per Scalfaro magistrato, il pluralismo dei poteri dello Stato e l'equilibrio tra di essi - il pluralismo e l'equilibrio dei poteri - costituiscono la premessa della democrazia". Una ripetizione voluta e calcata. Il rispetto dell'autonomia dei tre poteri è il concetto su cui il Presidente Mattarella richiama più volte l'attenzione, evidentemente per il rischio che negli ultimi tempi sia stato violato.

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