Le Iene denunciano: "Lavoro nero nell'azienda di famiglia di Di Maio"

Nel servizio in onda domenica un uomo racconta: "Ero un operaio senza contratto. Mi feci male e suo padre mi disse di non dire che era successo lì altrimenti avrebbe passato molti guai". Il vicepremier: "Papà ha fatto degli errori"

Lavoro nero nell'azienda edile di famiglia del ministro del Lavoro e vicepremier Luigi Di Maio. L'accusa arriva in un servizio della trasmissione Le Iene che, in un servizio in onda domenica, raccoglie la testimonianza di Salvatore Pizzo, detto Sasà: "Lavoravo in nero per l'impresa dei Di Maio. Mi feci male e suo padre mi disse di non dire che era successo lì altrimenti avrebbe passato molti guai".

Salvatore, cittadino di Pomigliano d'Arco, città natale del leader pentastellato, è senza lavoro e sbarca il lunario con lavoretti occasionali per mantenere moglie e tre figli. L'azienda edile della famiglia Di Maio è portata avanti da trent'anni dal padre Antonio, prima intestata alla madre Paolina Esposito e confluita poi nel 2012 nell’Ardima srl, di proprietà al 50% del ministro e della sorella Rosalba.

"Di Maio ribadisce in campagna elettorale che viene da una famiglia onesta", protesta Salvatore. "Lo venisse a dire in faccia me che tutta questa onestà sulla mia pelle non l’ho notata". 

"Consegnerò a Filippo Roma i documenti su questa vicenda in particolare, che intanto ho chiesto di procurare a mio padre, e faremo tutte le verifiche che servono su quanto raccontato da Salvatore nel servizio", ha scritto il Di Maio su Fb. "Come sapete, in tutti questi anni, alle Iene abbiamo sempre dato il massimo della disponibilità, non abbiamo chiesto di non mandare in onda servizi, a differenza di altri - dice il vicepremier - non abbiamo mai chiesto alcun trattamento di favore e quando ci hanno rivelato qualcosa di importante li abbiamo ringraziati. Il caso di stasera riguarda un lavoratore che 8 anni fa ha lavorato in nero per mio padre. Sono contento che Salvatore, l'operaio, abbia trovato il coraggio di denunciare pubblicamente dopo 8 anni. Ho letto dei commenti che lo attaccano per averlo detto pubblicamente solo ora, personalmente non credo lo si debba aggredire, inoltre credo che Salvatore Pizzo abbia anche votato il Movimento alle ultime elezioni, visto che ha aderito alla nostra campagna di maggio #ilmiovotoconta". 

"Salvatore Pizzo all'epoca dei fatti si è rivolto al Sindacato CGIL che gli consigliò di trovare un accordo con mio padre per farsi assumere, e infatti poi ha ottenuto un contratto regolare - spiega il ministro del Lavoro -. Successivamente gli fu corrisposto anche un indennizzo. 8 anni fa, come avrete visto dal servizio io non ero né socio dell'azienda, né mai mi sono occupato delle questioni di mio padre. Mio padre ha fatto degli errori nella sua vita, e da questo comportamento prendo le distanze, ma resta sempre mio padre. E capirete anche che sia improbabile che un padre racconti al figlio 24enne un accaduto del genere. A maggior ragione se, come ho detto nel servizio, abbiamo anche avuto un rapporto difficile, che sono contento sia migliorato negli ultimi anni". 

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