Def, Salvini: "Flat tax dovrà essere presente". M5s: "Noi siamo stati più leali della Lega"

Dal palco della cerimonia inaugurale del Vinitaly, il vicepremier manda un messaggio a Giovanni Tria

Nuova tensione tra Movimento 5 Stelle e Lega. Questa volta al centro c'è il Def, il documento che contiene le politiche economiche e finanziarie decise e imposte dal governo, e nello specifico l'inserimento della flax tax, un tipo di tassazione proporzionale uguale per tutti i contribuenti, indipendentemente dal reddito. Matteo Salvini la vuole a ogni costo, ma sembra che non ci sia modo di inserirla senza aumentare l'Iva: ecco perché il ministro Giovanni Tria e il Movimento 5 Stelle hanno forti dubbi in merito.

 "La riduzione fiscale nel Def dovrà essere presente", dice il ministro dell'Interno dal palco della cerimonia inaugurale del Vinitaly a Verona. A chi gli chiede come riuscirà a convincere i 5 stelle su questo punto, risponde con sicurezza: "La flat tax è nel contratto di governo, non serve a Salvini, ma agli italiani". Riguardo le polemiche con Di Maio in vista delle Europee, invece, il vicepremier non vuole commentare: "Io bado ai fatti e mi cucio la bocca".

Dopo poche ore arriva la risposta del Movimento 5 Stelle: "Flat tax? Certo, noi siamo leali al contratto, la Flat tax è nel contratto. Non abbiamo mai detto di non volerla, bensì abbiamo affermato che non bisogna fare facile campagna elettorale su certe misure, perché sono ambiziose e costano. D'altronde è stata la Lega a dire che costa 12 miliardi. Ribadiamo: noi siamo sempre stati leali al contratto, chi lo è stato meno è la Lega". E il M5s elenca tutte le volte in cui la Lega avrebbe voltato le spalle al contratto: "Chi ha iniziato a spingere sulla castrazione chimica è stata la Lega, chi parla di leva obbligatoria è la Lega, chi presenta una legge per la libera circolazione delle armi è la Lega. E potremmo andare avanti per molto".
 

Anche Giuseppe Conte si esprime sulla questione flat tax dal Vinitaly di Verona. "Martedì lo portiamo in Consiglio dei ministri. Tutte le questioni le esamineremo lunedì. E delibereremo martedì", ha chiarito il premier.

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