Le opposizioni presentano in Senato i loro emendamenti alla legge elettorale. Sono otto gli emendamenti unitari presentati dal centrosinistra, presentati in una conferenza stampa a Palazzo Madama, a cui si aggiungono quelli a firma dei gruppi per complessive 659 proposte di modifica. “Vogliamo preferenze vere per restituire la scelta agli elettori quindi no a liste bloccate”, ha detto il capogruppo Pd in Senato, Francesco Boccia, che nella conferenza stampa convocata con M5S, Avs e Iv spiega la linea delle opposizioni che prevede la doppia preferenza di genere con capolista al 50% ovunque. Gli emendamenti unitari prevedono anche la cancellazione dell’indicazione del candidato premier e l’innalzamento della soglia per il premio di maggioranza dal 42 al 45 per cento.
Tre le proposte di modifica della maggioranza
Sono tre invece gli emendamenti unitari che il centrodestra ha presentato in Senato alla legge elettorale. Lo conferma la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi, sottolineando che il partito azzurro “ha sottoscritto, insieme agli altri partiti della maggioranza, tre emendamenti condivisi alla proposta di riforma della legge elettorale approvata in prima lettura alla Camera, riguardanti il sistema misto di preferenze e capilista bloccati con alternanza di genere, la piena funzionalità della procedura prevista per l’elezione del Senato della Repubblica con l’attribuzione del premio di governabilità e una più coerente ridefinizione dei collegi di Bolzano, Merano e Bressanone”.
Bonetti (Az): “Maggioranza sbatte fuori le donne dalle istituzioni”
“All’ennesimo emendamento, la volontà è ormai chiarissima: la maggioranza ha deciso di prendere le donne e sbatterle fuori dalle istituzioni. Dietro questa scelta c’è un mix di bulimia di potere maschile e di paura della pancia vannacciana che ormai attanaglia il centrodestra. Il risultato è una legge del tutto incostituzionale che, invece di difendere e promuovere le conquiste ottenute dalle donne, le butta via. A questo punto serve una mobilitazione generale di tutte e tutti coloro che sono ancora disponibili a difendere la parità di genere e i diritti delle donne nel nostro Paese”, scrive sui social la presidente di Azione e ex ministra delle pari opportunità, Elena Bonetti, commentando le notizie sulla rimozione del vincolo dell’equilibrio di genere sui capilista bloccati tra gli emendamenti di maggioranza al Senato.
Boccia (Pd): “Destra ancora spaccata con no Lega-FI a ballottaggio”
“La destra è divisissima ed è evidente che nè Forza Italia né la Lega condividano l’ipotesi ballottaggio e di fatto l’ennesimo colpo di teatro di FdI, arrivato con l’emendamento di Marcello Pera”. Così il capogruppo Pd in Senato durante la conferenza stampa delle opposizioni sugli emendamento presentati alla legge elettorale. “Tra l’altro l’emendamento in questione serve solo a tenersi in vita scavalcando Vannacci – aggiunge – ma non regge con il bicameralismo italiano”.
M5s: “Caos nel centrodestra, Meloni pensa a imbullonare fedelissimi”
“È normale che a settembre il Parlamento si ritrovi per discutere della legge elettorale anziché del gasolio che sfiora ormai i tre euro o di quanto costa il ritorno a scuola alle famiglie italiane, con il caro-libri che ha fatto segnare picchi fino a 1300 euro? Si sono chiusi a casa di Meloni non per discutere di questo ma per parlare di listini, premi di maggioranza e ballottaggio. In queste ore stanno litigando su tutto. Il loro unico collante è quello di rimanere imbullonati alla poltrona e riportare in Parlamento i loro uomini di fiducia utili a pigiare il bottone al momento giusto. E rimettere nelle liste gente come Santanchè, Delmastro o magari direttamente lo stesso Caroccia, il prestanome della Camorra che hanno di fatto protetto con il loro voto in Parlamento. Da un lato hanno lo spauracchio Vannacci e dall’altro l’obiettivo di arrivare alla loro festa a Bari il prossimo 4 settembre cercando di evitare che Tajani e Salvini si mandino a quel Paese. Il vero dato politico che davanti al caos della maggioranza il fronte progressista si presenta invece unito e presentando emendamenti unitari che hanno un punto in comune: a scegliere devono essere gli italiani e non i capi di partito”. Così il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini intervenendo in conferenza stampa al Senato con altri esponenti delle opposizioni

