L’avvocato Fabrizio Gallo, legale di fiducia di Mauro Caroccia e Miriam Caroccia, ha comunicato che in giornata depositerà presso la Procura di Roma una memoria con tutte le chat tra il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove e il suo assistito, con richiesta di acquisizione immediata. Il legale ribadisce che il Parlamento non può negare l’acquisizione per il caso di specie. Tali chat, spiega il legale in una nota, hanno una “rilevanza fondamentale per dimostrare l’estraneità dei miei assistiti rispetto al reato contestato e fanno risalire a chi sia il vero proprietario dell’attività”.
“D’altronde – prosegue il legale – la vicenda giuridica si scontra tra il diritto inviolabile della difesa (art. 24) e il diritto ad una immunità parlamentare (art. 68 c.3). L’immunità parlamentare, come recita una sentenza della Corte Costituzionale che sul tema si era già espressa nel 2007, non può prevalere sul diritto di difesa di un cittadino quando soprattutto la produzione di tali chat sono favorevoli per l’indagato. Nel caso di specie, siamo di fronte a due situazioni collegate (semplice cittadino e parlamentare) e non ‘coimputate’ di talché; se una prova è favorevole per il cittadino, di certo non sarà pregiudizievole per il Parlamentare, sconfessando quindi quella ratio richiesta per far valere l’immunità”.
Gallo conclude sottolineando che “non si può trasformare un’immunità parlamentare in un privilegio personale e non si può consentire che una prova favorevole al reo, che coinvolge solo terzi che hanno interloquito con un parlamentare non possa essere acquisita pregiudicando altamente il cittadino indagato”.
Delmastro: “Con deposito delle chat, piena chiarezza sulla mia estraneità”
“Apprendo che il legale del sig. Carroccia starebbe depositando le famose ‘chat’. Non ho alcun problema che ciò avvenga anche per il loro valore chiarificatorio dell’intera vicenda. Le interlocuzioni di carattere amichevole sono e restano tipiche del dialogo che si può avere con un ristoratore romano del quale confermo non ho mai nemmeno supposto coinvolgimenti veri o presunti con ambienti criminali. Alla Giunta per le Autorizzazioni avevo depositato una memoria, senza prendere posizione, sull’eventuale consegna non già perché non creda nelle garanzie costituzionali a salvaguardia della riservatezza e della libertà delle conversazioni e della corrispondenza degli eletti, ma perché personalmente coinvolto. Ora sono salve le prerogative parlamentari previste dalla Costituzione e il deposito delle chat, per altra via, dimostrerà, finalmente e senza ombra di dubbio, la totale estraneità non solo del sottoscritto, ma anche della attività di ristorazione a qualsivoglia logica criminale”. È quanto dichiara in una nota Andrea Delmastro delle Vedove, deputato di Fratelli d’Italia. “Per mesi, pur non essendo indagato, ho dovuto subire la macchina del fango di esponenti politici le cui amministrazioni locali di riferimento venivano sciolte per infiltrazioni mafiose. Spero che ora si possa discutere seriamente di amministrazioni infiltrate dalla mafia e non di chi, pur non essendo neanche indagato, ha rassegnato le dimissioni per rispetto delle istituzioni”, conclude l’ex sottosegretario alla Giustizia.

