“L’espressione scudo penale è assolutamente impropria perché lascia intendere una sorta di immunità nei confronti delle forze dell’ordine nel momento in cui dovessero commettere un reato. Questa immunità non esiste, quindi non c’è uno scudo penale, al massimo si potrebbe parlare di scudo processuale”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine della intitolazione di una sala a Nicolò Amato presso la scuola di formazione della Polizia Penitenziaria a Roma, sul caso del 42enne Fakir Abderrahim, morto durante un intervento della polizia domenica a Bologna. “La riforma è molto semplice: elimina l’automatismo della iscrizione nel registro degli indagati di una persona che può essere anche un medico, oltre a un poliziotto, che agisca in una condizione che si possa qualificare come causa di giustificazione. In questo caso può essere la legittima difesa, può essere l’uso legittimo delle armi, può essere l’adempimento di un dovere, può essere l’esercizio di un diritto. Sono tutte quelle forme che si chiamano nel codice penale cause di giustificazione o esimenti. Quindi, ripeto ancora una volta, lo so che sono prediche inutili, ma la parola scudo penale è assolutamente impropria”.
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