Governo, via libera del Cdm a dl di attuazione Patto Ue su migrazione e asilo

Governo, via libera del Cdm a dl di attuazione Patto Ue su migrazione e asilo
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Il Consiglio dei ministri, nella riunione che si è tenuta a palazzo Chigi, ha dato il via libera al decreto legge recante ‘misure urgenti in materia di giustizia e per l’attuazione del patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024’. L’intervento legislativo, si legge in una scheda di sintesi diffusa al termine del Cdm, serve a rendere “immediatamente operative, a decorrere dal 12 giugno 2026, data di avvio dell’applicazione del Patto Ue sulla migrazione e l’asilo, le procedure di asilo alla frontiera che il diritto dell’Unione rende obbligatorie per determinate categorie di richiedenti”.

In attuazione della decisione della Commissione europea che ha quantificato la capacità adeguata degli Stati membri e il numero massimo annuale di domande da esaminare nella procedura di frontiera, l’Italia – viene spiegato – “dovrà esaminare con procedura di frontiera, nel primo periodo di applicazione compreso tra il 12 giugno 2026 e il 12 giugno 2027, fino a 16.032 domande annue”. La procedura di frontiera, in attuazione delle disposizioni del nuovo Patto, troverà obbligatoria applicazione nel caso di soggetti: pericolosi per la sicurezza nazionale; provenienti da Paesi che presentano un tasso di accoglimento di domande inferiore al 20 per cento; che abbiano presentato informazioni o documenti falsi. Tali procedure di frontiera, ai sensi del nuovo Patto, si sottolinea nella scheda, “devono concludersi entro il termine massimo complessivo di dodici settimane. Di qui la necessità per l’ordinamento nazionale di fissare: i termini della fase amministrativa e quelli della fase processuale in modo coerente con tale limite massimo; apprestare i necessari rafforzamenti per gli uffici amministrativi e giudiziari chye saranno impegnati nella suddetta attività”.

Le nuove norme del Patto, si ricorda, prevedono che “per la durata della procedura di frontiera, il richiedente sia tenuto, di regola, a soggiornare alla frontiera esterna o in prossimità della stessa, in una zona di transito oppure in altri luoghi designati dallo Stato membro, senza che ciò comporti autorizzazione all’ingresso nel territorio nazionale, fatta salva la ricorrenza delle condizioni per il trattenimento. Ciò comporta la necessità di individuare i luoghi nei quali il richiedente deve permanere durante tale procedura”. Infine, quale corollario dell’effettività della procedura di frontiera, “è necessario introdurre nell’ordinamento interno le disposizioni che consentono l’adozione di decisioni di rigetto di maggiore rigore (quelle per le quali non opera l’effetto sospensivo automatico della presentazione del ricorso giurisdizionale), con specifico riguardo alle ipotesi di inammissibilità, manifesta infondatezza e ritiro implicito della domanda. “Particolarmente incisiva – conclude quindi la scheda di sintesi del dl – è la previsione del fermo del soggetto alla frontiera che consente di tenere a disposizione lo straniero per un massimo di 72 ore nelle more degli accertamenti sull’identità e la pericolosità dello stesso”.

Piantedosi: “Dl attuazione Patto Ue è rivoluzione copernicana”

Il dl di Attuazione del Patto Ue su migrazione e asilo è “una rivoluzione copernicana”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nella conferenza post Cdm ricordando che “riteniamo di essere stati, come Paese, attori principali del processo riformatore del sistema di asilo a livello europeo”. “Lo posso dire – ha aggiunto il ministro – come testimonianza diretta dell’impegno che ho fatto io ma che soprattutto ha fatto il presidente Meloni in tutti i contesti in cui si è discusso, portando molti Paesi europei sulla nostra visione. Siamo molto soddisfatti”.

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