Salvini: “Impensabile non commerciare gas con Russia”

Salvini: “Impensabile non commerciare gas con Russia”
Matteo Salvini (Foto LaPresse/Marco Ottico)

Il vicepremier al Vinitaly: “Da Trump attacco fuori luogo al Papa. Orban? Un dittatore non organizza elezioni per perderle”

“È una situazione complessivamente complicata e delicata, quindi occorrono nervi saldi, equilibrio, non occorrono sparate. Attaccare il Papa è veramente fuori luogo da tutti i punti di vista, quindi lo scontro in questo momento è l’ultima cosa che serve. Occorre la diplomazia”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, a margine della sua visita al Vinitaly di Verona, alludendo all’attacco del presidente Usa, Donald Trump, a Papa Leone XIV.

“Impensabile per l’Italia non commerciare gas con Russia”. Meloni frena

“Io spero che finisca non solo il conflitto in Iran, ma anche il conflitto fra Russia e Ucraina e, quindi, tornare a commerciare a conflitto finito con la Russia, sarà fondamentale. L’ha detto l’amministratore delegato di Eni, negarsi dall’anno prossimo anche il Gnl dalla Russia sarebbe impensabile per l’economia italiana. O andiamo in giro tutti a piedi a lavorare”, ha aggiunto il vicepremier. Da Giorgia Meloni è arrivata però una frenata. L’ad di Eni, Claudio Descalzi, “è un operatore del settore e chiaramente ha il dovere di porre le questioni per come le vede. Io continuo a sperare che, quando il problema dovesse seriamente porsi, noi saremo riusciti a fare dei passi avanti, a portare la pace in Ucraina. Però non dobbiamo dimenticare, benché io ovviamente capisca il punto di vista di Descalzi, che la pressione economica che noi abbiamo esercitato sulla Russia in questi anni è alla fine l’arma più efficace che abbiamo per costruire pace. Per cui dobbiamo fare molta attenzione a come ci muoviamo da questo punto di vista”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, arrivando al Vinitaly di Verona. 

“Patto Stabilità? A Ue non chiediamo regali ma deroga vincoli per aiutare gli italiani”

“Il ministro” dell’Economia “Giorgetti parte oggi per incontri a Washington. Ci siamo sentiti questa mattina”, sul Patto di Stabilità, “non chiediamo a Bruxelles favori o regali. Chiediamo di derogare dai vincoli europei che in questo momento non ci permettono di aiutare gli italiani che hanno bisogno. Quindi, conto che nel giro di pochi giorni Bruxelles permetta la deroga a questi vincoli di bilancio che sono fuori dal mondo. Se così non fosse, perché continueranno a dire che non sta succedendo niente, va bene così, prenderemo anche in considerazione l’ipotesi di intervenire da soli, perché non possiamo vedere un’economia in difficoltà senza aiutarla sforare spero che i marziani di Bruxelles si sveglino”, ha detto ancora Salvini. “Per quello che riguarda l’economia italiana, quindi dall’agricoltura al vino all’autotrasporto, all’industria, come Lega stiamo ragionando e stiamo lavorando per un blocco del costo energia per famiglie e imprese a pre-scoppio della guerra in Iran. Ovviamente, serve che l’Europa ce lo lasci fare, ci lasci spendere i soldi degli italiani per aiutare gli italiani”, ha sottolineato Salvini.

“Orban? Dittatore non organizza elezioni per perderle”

“Hanno dipinto Orban come un pericoloso dittatore: ci sono state le elezioni, ha perso le elezioni come accade in democrazia. Mi aspetto dal nuovo governo che mantenga tutti gli impegni presi in campagna elettorale, né più né meno”, aveva detto questa mattina a Rtl 102.5. “Mantengo la mia amicizia e stima assoluta nei confronti di Viktor Orban, non sono uso a cambiare idea con le vittorie e le sconfitte – ha aggiunto – però qualcuno dovrebbe chiedere scusa perché l’hanno dipinto per anni come un mostro e un dittatore. E un dittatore non organizza elezioni per perderle”.

“Sforare 3% deficit/Pil? Se c’è problema va risolto”

“Già come governo abbiamo messo più di un miliardo per limitare l’aumento di un gasolio che comunque ha prezzi che rischiano di diventare incontrollabili. Sul trasporto aereo rischiamo di avere problemi per il turismo in estate e, quindi, conto che a Bruxelles qualcuno si renda conto che il malato va operato prima che muoia perché quando la von der Leyen e Dombrovskis dicono ‘Sì, la situazione è negativa ma non ancora abbastanza grave per intervenire’, mi sembra che vivano su un altro pianeta”, ha proseguito al Vinitaly. Sforare il limite del 3% del rapporto deficit/Pil? “C’è poco da sforare. La Francia ha superato il 5%, noi siamo al 3%. Va bene essere i bravi studenti, però se se c’è un problema in corso il problema va risolto e affrontato”, ha aggiunto. A Bruxelles “noi non chiediamo aiuti da Bruxelles. Noi a Bruxelles non chiediamo un centesimo”, ma “di poter spendere i soldi che loro oggi ci permettono di spendere per comprare armi anche per aiutare le famiglie e le imprese a pagare le bollette. Quindi, non chiediamo soldi a Bruxelles, chiediamo che ci permettano di fare quello che è giusto fare per aiutare gli italiani in difficoltà se così non fosse faremo da soli”, ha sottolineato Salvini.

“Nomi che leggo per Figc non rappresentano il cambiamento”

La sfida tra Malagò e Abete per la guida della Figc? “Sul pallone, non parlo da ministro ma da telespettatore frustrato, se bisogna cambiare, bisogna cambiare: i nomi che leggo sui giornali, non essendo io sponsor di nessuno, non penso rappresentino né il nuovo né il cambiamento”, ha sottolineato. “Conto – ha aggiunto – che il mondo del calcio riesca a produrre al suo interno qualcosa di innovativo e rivolto al futuro e che si guardi avanti e non indietro”.

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