Il neo presidente dell’Anm Giuseppe Tango, intervistato a La Repubblica ha parlato della nuova fase derivata dalla vittoria del No al recente referendum sulla riforma della giustizia. “Dobbiamo ricostruire quella strada, mi sembra l’unica per entrare in una nuova fase, dopo quanto è avvenuto. Da domani ci metteremo tutti al lavoro: in dialogo col Ministero certo, ma anche con l’avvocatura, con tutti gli attori della giurisdizione per proporre soluzioni che possano davvero migliorare il servizio”.
“L’Anm – aggiunge – è entrata nel dibattito pubblico per dare il suo contributo di carattere tecnico e per cercare di migliorare il sistema giustizia: sempre a beneficio dei cittadini – prosegue Tanto rispondendo a una domanda sul contributo offerto dall’Anm alla campagna referendaria per il No al referendum sulla separazione delle carriere-. Sentivamo il dovere e il diritto di offrire il nostro punto di vista e soprattutto di spiegare, a chi non è un giurista, quali fossero le nostre argomentazioni per il no, per difendere una giustizia uguale per tutti. Questi sono i nostri compiti e a questo noi ci atterremo”.
Ma l’Anm è un partito politico? “Ma noi- risponde Tango -, in tutti i modi, abbiamo spiegato che l’Anm non è e non potrà mai essere un partito politico. Anche perché non lo vogliamo. Siamo un’associazione che rappresenta il 95 per cento dei magistrati. E solo una piccola parte di questi è iscritta alle correnti.”.

