È scoppiata la polemica politica dopo le dichiarazioni di Giusi Bartolozzi, capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, che in merito al Referendum ha detto: “Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, sono plotoni di esecuzione”. Le opposizioni sono subito insorte esprimendo indignazioni e chiedendo le dimissioni dal suo incarico. Il Guardasigilli Carlo Nordio si è detto dispiaciuto per le parole pronunciate da Bartolozzi – durante un programma dell’emittente televisiva siciliana Telecolor – ma ha respinto l’ipotesi che venga rimossa dal suo ruolo istituzionale.
Nordio: “Bartolozzi non deve dimettersi, ha chiarito e si scuserà”
Giusi Bartolozzi “ha già chiarito il suo punto di vista che non si riferiva assolutamente a tutta la magistratura, ma soltanto a quella piccola parte minoritaria, che ha definito politicizzata. Sicuramente, come ho già detto, sono certo che la dottoressa Bartolozzi si scuserà per un’espressione che può essere stata interpretata in modo improprio, ma che conoscendola, anche come magistrato, non rappresenta certamente il suo pensiero”, ha detto il ministro della Giustizia, parlando a margine di un evento organizzato da Fratelli d’Italia sul Referendum a Torino.
“Alla magistratura alla quale io mi sento ancora di appartenere, perché una volta magistrato sei sempre magistrato, tutta la mia solidarietà. Anche se militiamo in questo momento in posizioni diverse per quanto riguarda il referendum, non con tutti i magistrati, ma con una parte di loro. Comunque, il dissenso è il sale della democrazia, e quindi io auspico che, tra l’altro, i toni vengano tenuti sempre bassi, secondo i saggi suggerimenti del presidente della Repubblica”. E a chi gli chiede se la capo di Gabinetto di Via Arenula debba dimettersi, il Guardasigilli ha risposto: “No, queste sono considerazioni che in questo momento non vengono prese”.
Mantovano: “Da Bartolozzi frase infelice”
Sulla stessa linea di Nordio anche Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. “La frase del capo di gabinetto del ministro della Giustizia, è una frase infelice come lo stesso ministro Nordio ha sottolineato”, ha detto intervistato a Radio1 durante la trasmissione ‘Ping Pong’.
“Ma la cosa importante adesso è esaminare il merito della riforma, non si tratta qui di decidere la sorte del governo per l’anno che manca alla fine della legislatura. Si tratta di capire se queste modifiche alla Costituzione che riguardano l’amministrazione della Giustizia siano condivise o meno dagli italiani, e tanti autorevoli esponenti della sinistra che non hanno votato e probabilmente non voteranno mai per Giorgia Meloni hanno però espresso il loro consenso a questa riforma. Il che significa che non è una un insieme di norme di parte”.
“Tanti autorevoli magistrati in servizio da presidente di sezione di Cassazione a procuratori della Repubblica di vari circondari hanno manifestato e stanno manifestando il loro sì convinto e motivato alla riforma, il che significa che non è contro i magistrati. È per i magistrati e per tutti i cittadini è per rendere soprattutto imparziale e quindi anche efficiente la quotidiana amministrazione della Giustizia. Quindi prescinde dagli schieramenti e io mi auguro che le polemiche in questi giorni che mancano al voto siano messe da parte e prevalga il merito”.
Opposizioni: “Nordio venga in Aula, Bartolozzi non può restare”
“Chiedo che il ministro Nordio venga a riferire in Aula sui provvedimenti che intende adottare nei confronti di Bartolozzi. Bartolozzi ha usato parole violente, eversive, che non possono essere ridimensionate o rettificate da parte di chi le ha pronunciate. Nè minimizzate dal ministro della Giustizia che rimanendo inerte dimostra di condividerle. Sono parole che ci indignano ma non ci stupiscono, perché riteniamo che siano sincere e rivelano in modo autentico la vera finalità che questo governo vuole ottenere con la riforma costi togliere di mezzo la magistratura. Gli autori di questa riforma sono ostili alla Costituzione, perché la Costituzione è l’argine ai loro deliri di onnipotenza”. Così in Aula la deputata M5S Valentina D’Orso. “Non ci spieghiamo perché Bartolozzi sia ancora al suo posto. Il ministro Nordio, di fronte a una dichiarazione indecente, difende la sua capo di gabinetto. La dottoressa Bartolozzi si deve dimettere”, ha aggiunto Angelo Bonelli di Avs. Alla richiesta si sono associati Pd e Italia Viva.
Boccia (Pd): “Parole di Bartolozzi inaccettabili”
Le critiche sono arrivate dall’opposizione in primis al Partito democratico. “Le parole della Bartolozzi sono inaccettabili. E il ministro Nordio ancora oggi non ne ha ancora preso nettamente le distanze”, ha detto Francesco Boccia, capogruppo al Senato del Pd a ’24 Mattino’ su Radio 24.
“Una capo di gabinetto che dice che con il sì al referendum ci ‘toglieremo di mezzo la magistratura’ sta confessando il vero obiettivo di questa riforma: non migliorare la giustizia, ma ridurre i controlli di legalità sul potere politico. In una democrazia, i giudici non sono un ostacolo da eliminare, ma una garanzia per tutti i cittadini. Per queste ragioni, il 22 e 23 marzo bisogna votare no per difendere la costituzione da questa insofferenza continua del governo su controlli e contrappesi”.
Calenda: “Bartolozzi si dimetta”
A chiedere le dimissioni di Bartolozzi è anche Azione. “Mi sa che non basta. Da sostenitore del Sì ritengo che Bartolozzi debba dimettersi. Non esiste che il capo di gabinetto del ministro della Giustizia dica queste enormità a prescindere dal Referendum”, ha detto il leader del partito Carlo Calenda in riferimento alle parole del ministro Nordio, secondo il quale la capo di Gabinetto di Via Arenula “si scuserà” per l’attacco alla magistratura lanciato un’intervista.

