Milano-Cortina 2026, la Lega contro Ghali: “Odiatore, la sua presenza umilia l’Italia”

Milano-Cortina 2026, la Lega contro Ghali: “Odiatore, la sua presenza umilia l’Italia”
(foto di Cecilia Fabiano/ LaPresse) Ghali participates at Not in My Name Demonstration in solidarity of Palestine organized by LetÕs Take Side organisation Ñ RomeÑItaly Ñ Saturday, June 28, 2025 – News – (photo by Cecilia Fabiano/LaPresse)

Dura presa posizione del Carroccio sulla partecipazione del rapper alla cerimonia d’inaugurazione

La Lega critica duramente la partecipazione di Ghali alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina il 6 febbraio a San Siro. “Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi è una notizia sconcertante, resa ancora più disgustosa pensando che domani è il Giorno della Memoria“, una “umiliazione per l’Italia“, dicono fonti della Lega, che sottolineano lo sconcerto del partito a tutti i livelli. “I Giochi Milano Cortina 2026 saranno uno straordinario biglietto da visita per l’Italia agli occhi del mondo, un evento diventato realtà grazie ad anni di duro lavoro con le donne e gli uomini della Lega in prima linea. È davvero incredibile ritrovarsi alla cerimonia di apertura un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari. L’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico proPal”, è la posizione del Carroccio sul rapper di origini tunisine, che più volte aveva definito la guerra a Gaza “un genocidio“, ed esprimendo supporto alla causa palestinese, con parole dure verso lo Stato ebraico.

Abodi: “Ghali? Sul palco non sarà espresso suo pensiero”

La Fondazione Milano Cortina insieme a chi ha strutturato la cerimonia di apertura ha cercato di seguire un indirizzo coerente con il valore dello sport: l’universalità. Ed è del tutto evidente che le caratteristiche della cerimonia, lo vedrete il 6 febbraio, così come dovrebbe essere lo sport ogni giorno, sono baricentriche sul rispetto. Questo azzera i rischi di libera interpretazione, la scelta degli artisti si associa anche alla scelta delle performance artistiche e culturali. Sicuramente, aldilà dei trascorsi di ogni artista, su quel palcoscenico non ci saranno equivoci sull’indirizzo di carattere ideale e culturale. Anche di carattere etico”, ha detto il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, rispondendo a una domanda sulla presenza di Ghali alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Milano-Cortina. “Non mi crea alcun imbarazzo non condividere il pensiero di Ghali e i messaggi che ha mandato – ha proseguito Abodi – ma ritengo che un Paese come il nostro debba sapere reggere l’urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo e che non sarà espresso su quel palco”, ha aggiunto nel corso della conferenza stampa di presentazione delle iniziative per il Giorno della Memoria. L’artista di origini tunisine, si esibì a Sanremo nel 2024 lanciando l’appello ‘Stop al genocidio’. 

La presa di posizione a Sanremo nel 2024

Ghali si era distinto come portavoce della causa palestinese sul palco del Festival di Sanremo nel 2024. Al termine della sue esibizione aveva fatto dire al pupazzo-alter ego che lo accompagnava la frase “stop al genocidio”. Un’uscita criticata dall’allora ambasciatore israeliano in Italia Alon: “Ritengo vergognoso che il palco del Festival di Sanremo sia stato sfruttato per diffondere odio e provocazioni in modo superficiale e irresponsabile”, le parole del diplomatico dello Stato ebraico. Alle quali il giorno dopo durante ‘Domenica In ‘ su Rai 1, in diretta dall’Ariston il rapper aveva replicato così: “Mi dispiace che abbia risposto in questo modo, c’erano tante cose da dire ma per cosa altro avrei dovuto usare questo palco? Io sono un musicista prima di salire su questo palco. Ho sempre parlato di questo fin da quando sono bambino“, aveva detto il cantante, che aveva aggiunto: “Stiamo vivendo un momento in cui le persone sentono che vanno a perdere qualcosa se dicono viva la pace”. “Ci sono dei bambini di mezzo: quei bambini che stanno morendo, chissà quante star, quanti dottori, insegnanti, quanto geni, ci sono lì in mezzo”.

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