Polemiche per la possibile presenza dell’ICE – la United States Immigration and Customs Enforcement, responsabile di condotte violente e di aver ucciso civili negli Stati Uniti – durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. A dare la notizia è stato il Fatto Quotidiano che sottolinea come gli agenti federali siano già presenti “permanentemente nella sede di Roma”.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, interrogato dai giornalisti, ha smentito l’indiscrezione senza però chiudere del tutto le porte all’arrivo in Italia dell’ICE. “Al momento non ci risulta, ma le delegazioni straniere scelgono loro a chi rivolgersi per assicurare la sicurezza alle delegazioni stesse. Non vedo quale problema ci sia. Il coordinamento della sicurezza rimane in capo alle autorità nazionali”, ha affermato durante il terzo Forum internazionale del turismo, a Milano. “Ogni occasione è importante per sperimentare metodologie, tecnologie e quant’altro, ma credo che l’Italia su questo abbia sempre avuto una capacità sotto gli occhi di tutti, quindi per Milano-Cortina sarà tutto molto normale”, ha aggiunto.
Piantedosi: “Se l’ICE viene in Italia non è per l’immigrazione irregolare”
Anche se l’ICE dovesse arrivare in Italia “non si tratta di gestire l’immigrazione irregolare qui in Italia, si tratta di garantire la sicurezza e la protezione delle personalità che proteggono”, ha detto ancora il ministro. Anche se la momento non risulta la loro presenza, “questo non vuol dire che c’è un pericolo scongiurato”. “Io credo gli Stati Uniti siano un Paese alleato, con il quale abbiamo relazioni importanti anche dal punto di vista delle collaborazioni di sicurezza”. “Sapranno loro come far seguire la loro delegazione”, ha tenuto a precisare.
E, nel caso in cui dovessero arrivare in Italia, Piantedosi ha spiegato che si coordinerebbero con le forze dell’ordine italiane: “Sono modelli consolidati e coordinati, su questo non c’è dubbio”. “Anche quando il presidente Usa è venuto in Italia aveva imponenti misure di sicurezza. È una prassi normale che facciamo a parti rovesciate anche noi italiani quando andiamo all’estero, difendendo il nostro Presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio”.
Zanella (Avs): “Per Piantedosi l’ICE è benvenuta”
Il caso ha sollevato subito l’ira delle opposizioni. “Speravamo in una smentita, il ministro Piantedosi invece non è né sorpreso né inorridito all’idea che i muscolari uomini dell’ICE possano mettere i piedi sul nostro territorio. In sostanza per il ministro quegli agenti sono i benvenuti, gli basta pensare di avere un coordinamento formale della sicurezza. Venga in Parlamento a riferire tutto questo”, ha detto la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Luana Zanella.
Misiani (Pd): “ICE in Italia? Squadracce restino a casa loro”
“L’ipotesi che il corpo paramilitare americano ICE – la milizia responsabile dell’omicidio di Renee Nicole Good a Minneapolis e di una serie interminabile di atti di brutalità – collabori con le nostre forze dell’ordine per la sicurezza delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 non è per niente una cosa molto normale come sostiene il ministro Piantedosi. È una cosa che fa accapponare la pelle. Le squadracce dell’ICE rimangano a casa loro. E il governo Meloni la smetta di fare lo zerbino di Trump”, ha scritto su X Antonio Misiani della segreteria del Partito Democratico.
Piantedosi: “Ripristinare la presunzione di liceità della polizia”
Oltre alle forze dell’ordine straniere Piantedosi guarda anche a quelle del proprio Paese. Secondo il ministro occorre ripristinare “un senso di autorità e di presunzione di liceità dell’attività delle forze di polizia. Troppo a lungo le azioni dei pubblici poteri in generale, ma soprattutto delle forze di polizia, sono state presunte come illecite. Noi dobbiamo invertire alcuni ambiti culturali per quel che riguarda la gestione della sicurezza”, ha spiegato parlando da L’Aquila.
“Fermo restando che ognuno deve essere responsabile delle azioni che fa e un poliziotto che sbaglia sbaglia due volte, perché lo fa violando il decoro della propria divisa”, “noi abbiamo già adottato un provvedimento molto importante qualche mese fa con il quale abbiamo previsto un sostegno finanziario ai poliziotti che vengono indagati all’esito delle attività che svolgono ed era una cosa molto importante per i poliziotti stessi”.
“Oggi abbiamo previsto una norma, che è stata voluta da Salvini e un po’ da tutto il governo, sulla possibilità di munire i poliziotti e i carabinieri della non necessarietà dell’iscrizione nel registro degli indagati, che è una cosa molto importante”, ha aggiunto spiegando che il dl Sicurezza “potrà andare in Consiglio dei ministri” “entro la prima settimana” di febbraio.

