Referendum Giustizia, iniziativa popolare raggiunge il quorum di 500mila firme

Referendum Giustizia, iniziativa popolare raggiunge il quorum di 500mila firme
Roma, 11 novembre 2018 (Foto LaPresse/Andrea Panegrossi)

Il ministro Nordio: “Secondo me ricorso inutile ma aspettiamo il Tar il 27”

Ha raggiunto il quorum delle 500mila firme la raccolta promossa dai 15 cittadini che hanno lanciato l’iniziativa popolare di un referendum contro la riforma costituzionale della Giustizia. E’ quanto emerge dal sito del ministero di Via Arenula che riporta il numero delle firme raccolte on line dal 22 dicembre scorso e che hanno raggiunto ora quota 500.563. Esulta l’opposizione, in primis con il Partito democratico e il Movimento Cinque Stelle che parla di “risultato incredibile”. Di differente avviso il Guardasigilli Carlo Nordio secondo cui i ricorsi sono “inutili”.

Nordio: “500mila firme? Secondo me ricorso inutile ma aspettiamo Tar il 27”

“Aspettiamo la decisione di giorno 27”, ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio. “Può cambiare il quesito? Come fa a cambiare un quesito di un referendum confermativo costituzionale, aspettiamo il 27”, ha aggiunto. Quanto a un possibile cambio della data del referendum, fissata al momento per il 22 e 23 marzo ha replicato: “Non ho la più pallida idea, fino al giorno 27 siamo in fiduciosa attesa”. I ricorsi sono illegittimi? “Non illegittimi ma inutili secondo me, ma deciderà il giudice amministrativo, aspettiamo. Non abbiamo detto che la magistratura, anche quella amministrativa, è sovrana e indipendente. Aspettiamo la decisione del 27″.

Conte: “Raggiunte 500mila firme contro la riforma dell’ingiustizia”

“È un risultato incredibile: in pochi giorni siamo arrivati a 500mila firme contro la riforma dell’ingiustizia di Meloni e Nordio. È un segnale dirompente! Con tutti contro”, ha fatto sapere su Facebook il presidente del M5S Giuseppe Conte.

“Nonostante il lavaggio del cervello a reti unificate su questa riforma, su cui stanno illudendo i cittadini. Nonostante un governo che snobba e ridicolizza la partecipazione, l’impegno, la raccolta firme, accelerando i tempi per il referendum per dare meno tempo ai cittadini di discutere e informarsi. Lottiamo, informiamo e partecipiamo. Correre controvento, contro il tempo, contro tutto non ci ha mai fatto paura. Fermiamo col nostro voto questa riforma che non serve a migliorare la giustizia per i cittadini ma a difendere la casta dei politici e i governi dalle inchieste. La legge è uguale per tutti. Avanti!”.

Pd: “500mila persone scelgono di partecipare, è solo l’inizio”

Entusiasmo anche in casa Pd. “Raggiunte le 500.000 firme! Un risultato che dice una cosa molto chiara: le persone vogliono capire, partecipare, scegliere. In un tempo in cui si prova a ridurre tutto a propaganda, 500.000 persone hanno scelto la partecipazione. In pochissimo tempo, sotto le festività natalizie. È stato un atto di responsabilità democratica: per chiedere informazione, confronto, rispetto delle regole”, ha scritto su Facebook la responsabile Giustizia del Partito democratico, Debora Serracchiani.

“Per affermare che una riforma costituzionale non può passare nel silenzio o nella fretta. Nonostante il governo provi a far finta di nulla! 500.000 firme che servono a garantire una campagna referendaria vera, con parità di accesso ai media e un dibattito pubblico all’altezza della posta in gioco. Che difendono l’equilibrio dei poteri, l’indipendenza della Giustizia, i diritti di ogni cittadino. Per la Costituzione. Per la Giustizia. Per la Democrazia. Ed è solo l’inizio”.

Fratoianni: “500mila firme grande risultato del popolo, lezione alla destra”

“Raggiunte le 500mila firme per il referendum contro la riforma dei pieni poteri di Meloni e compagnia! Un grande risultato di popolo, che in pochissimi giorni ha raggiunto l’obiettivo solo grazie al passaparola e senza grandi finanziamenti. Nonostante il boicottaggio e gli attacchi del governo e di tutto il sistema mediatico della destra”, ha detto su Facebook Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra.

“Mentre loro litigano perché non vogliono mettere un centesimo per sostenere le loro riforme e tentano in ogni modo di forzare la legge, il Paese reale – prosegue il leader di SI – ha impartito al governo e a tutta la destra una bella lezione di democrazia. Meloni, Salvini e dintorni se ne facciano una ragione. Il popolo italiano non si farà mettere in piedi in testa. Ora avanti con forza e determinazione, per portare a votare NO quanta più gente possibile il 22 e 23 marzo al referendum sulla Giustizia”. 

Bonelli: “Risposta all’arroganza del governo”

“Il raggiungimento delle 500 mila firme in poche settimane è un risultato straordinario ed è la miglior risposta delle cittadine e dei cittadini all’arroganza di un governo che vuole agire in maniera impunita”, ha affermato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, co-portavoce di Europa Verde.

“Questa mobilitazione dimostra che non c’è nulla di riformatore in ciò che la destra sta facendo sulla giustizia: non assumono magistrati, non riducono la durata dei processi penali e civili, non migliorano l’accesso alla giustizia per i cittadini. C’è invece la volontà di indebolire chi indaga e di colpire gli strumenti che hanno permesso di contrastare mafia e corruzione. Le 500 mila firme raccolte in così poco tempo sono un segnale politico chiaro: il Paese non accetta riforme che tutelano i potenti e indeboliscono lo Stato di diritto”.

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