Mattarella: “Si chiude anno non facile, speriamo tempo migliore rivolto a pace”

Mattarella: “Si chiude anno non facile, speriamo tempo migliore rivolto a pace”

Il presidente nel discorso di fine anno: “Repubblica spartiacque storia”

“Care concittadine e cari concittadini, si chiude un anno non facile. Tutti ne abbiamo ben presenti le ragioni e, come sempre, speriamo di incontrare un tempo migliore. La nostra aspettativa è anzitutto rivolta alla pace”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel consueto messaggio di fine anno agli italiani.

“La pace, in realtà, è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio. Il modo di pensare, la mentalità, iniziano dalla vita quotidiana. Riguardano qualunque ambito: quello internazionale, quello interno ai singoli Stati, a ogni comunità, piccola o grande. Per ogni popolo inizia dalla sua dimensione nazionale”, ha aggiunto.

“Raccogliere invito Leone XIV, disarmiamo le parole”

Leone XIV – cui rivolgo gli auguri più affettuosi del popolo italiano – nei giorni di Natale, in prossimità della conclusione del Giubileo della Speranza, ha esortato a ‘respingere l’odio, la violenza, la contrapposizione e praticare il dialogo, la pace, la riconciliazione’. Ha richiamato alla necessità di disarmare le parole. Raccogliamo questo invito. Se ogni circostanza diviene pretesto per violenti scontri verbali, per accuse reciproche, di cui non conta il fondamento ma soltanto la forza polemica, non si esprime una mentalità di pace, non se ne costruiscono le basi”, ha detto il capo dello Stato, che poi è passato a ricordare che nel 2026 si celebreranno gli 80 anni della Repubblica.

“Affermazione libertà e costruzione pace in atto fondativo Repubblica”

“Di fronte all’interrogativo: ‘cosa posso fare io?‘ dobbiamo rimuovere il senso fatalistico di impotenza che rischia di opprimere ciascuno. L’affermazione della libertà, la costruzione della pace sono nell’atto fondativo della nostra Repubblica, che esprime la volontà di realizzare il futuro insieme, attraverso il dialogo. Raffigura la responsabilità di essere cittadini”, ha detto.

“Repubblica spartiacque storia”

Roma, 31 dic. (LaPresse) – “La Repubblica è uno spartiacque nella nostra storia. Non uno Stato che sovrasta i cittadini ma uno Stato che riconosce i diritti inviolabili, la libertà delle persone, le autonomie della comunità”, ha aggiunto, ripercorrendo poi i decenni della Repubblica. “Anni di tensioni, di grandi mutamenti che ci hanno accompagnato nel passaggio al nuovo secolo. Al nuovo millennio. I cambiamenti sono profondi: dal linguaggio, agli stili di vita, alla moneta. Questi ottanta anni sono come un grande mosaico, il cui significato compiuto riusciamo a cogliere soltanto allontanandoci dalle singole tessere che lo compongono. Non vanno ignorate, ovviamente, lacune e contraddizioni ma eravamo una società con un basso livello di istruzione, con alti tassi di emigrazione. Siamo diventati uno dei Paesi più forti nella manifattura e nell’esportazione, capace di esaltare il genio della creatività in tantissimi settori. Siamo apprezzati in tutto il mondo per i nostri stili di vita, per la bellezza dei nostri territori, per i tesori artistici che custodiamo. Per la cultura del cibo e del vino, che diventa patrimonio internazionale”. “L’Italia della Repubblica è una storia di successo nel mondo. Possiamo e dobbiamo esserne orgogliosi. Possiamo perché questa storia è frutto del sacrificio, dell’impegno, della partecipazione di tante generazioni di italiane e italiani. Ognuno ha messo la sua tessera in quel mosaico. In ogni casa, in ogni famiglia c’è una storia da raccontare”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

“Repubblica siamo noi, nessuno esentato da impegno”

“Riflettere su ciò che insieme abbiamo conquistato è la premessa per poter guardare al futuro con fiducia e con rinnovato impegno comune. La consapevolezza di questa storia può conferirci forza per affrontare con serenità le sfide e le insidie del nostro tempo. Vecchie e nuove povertà – che ci sono e vanno contrastate con urgenza – diseguaglianze, ingiustizie, comportamenti che feriscono il bene collettivo come corruzione, infedeltà fiscale, reati ambientali: crepe che rischiano di compromettere proprio quella coesione sociale che consideriamo un bene prezioso di cui disponiamo. Un bene che, tuttavia, non è mai acquisito definitivamente. Un bene per cui siamo chiamati a impegnarci, ognuno secondo il suo livello di responsabilità, senza che nessuno possa sentirsi esentato. Perché la Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi“, ha rimarcato Mattarella.

“Italia prevalse in ‘notte Repubblica’, unità istituzioni più forte”

“Altre immagini, questa volta drammatiche. Le stragi. Il terrorismo. Ricordiamo i volti e i nomi delle vittime. Magistrati, giornalisti, uomini delle istituzioni, esponenti delle forze dell’ordine. E poi tanti, troppi giovani che cadono per mano di ideologie che fanno della violenza il loro unico strumento. Verrà definita la notte della Repubblica. Ma l’Italia prevale. Le istituzioni si dimostrano più forti del terrore. E lo sono grazie all’unità delle forze politiche e sociali, capaci di difendere i principi fondativi della Repubblica”, ha sottolineato.

“Falcone e Borsellino simboli legalità e lotta a mafia”

Il film della memoria scorre. Due volti che non possiamo dimenticare: quelli di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della legalità e della lunga lotta contro la mafia. Protagonisti anche dopo il loro assassinio: il loro esempio continua a ispirare – non soltanto in Italia – le nuove generazioni e tutti coloro che non si rassegnano alla prepotenza della criminalità”, ha detto tra l’altro Mattarella.

Il discorso dallo Studio alla Vetrata con foto iconica 2 giugno e Costituzione

Mattarella ha parlato alle 20.30 agli italiani dallo Studio della Vetrata al Quirinale. È stato un drone a introdurre i cittadini a Palazzo, sorvolando il Cortile d’onore, mostrando il presepe e le bandiere che sventolano sopra il Torrino. Il Capo dello Stato, poi, ha parlato per circa 15 minuti, stando in piedi davanti alla sua scrivania. A impreziosire la scena due oggetti dal forte significato simbolico: alla sinistra del presidente il manifesto iconico della nascita della Repubblica, con una ragazza che sorride sbucando dalla prima pagina del Corriere della Sera del 2 giugno 1946 con il titolo ‘È nata la Repubblica italiana’, mentre sulla scrivania di Mattarella c’è la Costituzione.

Meloni chiama il presidente: “Italia orgogliosa propria storia”

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha telefonato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per esprimere al capo dello Stato l’apprezzamento del Governo per il discorso di fine anno rivolto agli italiani. Lo comunica una nota di palazzo Chigi. Nel corso del colloquio, si legge, Meloni ha ringraziato il presidente Mattarella per aver posto l’accento sul significato profondo incarnato dall’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica, che ci si appresta a celebrare nel 2026. “L’Italia si presenta a questo appuntamento forte dell’autorevolezza, della credibilità e del rispetto che le vengono riconosciuti a livello globale e che sono il frutto del dinamismo, del coraggio e del sacrificio di generazioni di italiani. Una Nazione orgogliosa della propria storia, forgiata nei successi e nelle difficoltà vissuti in questi decenni, che possiede gli strumenti e l’opportunità per guardare al futuro con ottimismo e speranza”.

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