Manovra 2026, governo pone questione fiducia al Senato. Giorgetti: “Accusato di austerità, io la chiamo prudenza” – La diretta

Manovra 2026, governo pone questione fiducia al Senato. Giorgetti: “Accusato di austerità, io la chiamo prudenza” – La diretta
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti

Voto dell’Aula di Palazzo Madama atteso per oggi

Ha preso il via l’esame della legge di Bilancio in aula al Senato, con la relazione del relatore della Lega Claudio Borghi. Presente il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. L’Aula del Senato ha bocciato con 56 voti favorevoli, 101 contrari e un astenuto la questione pregiudiziale presentata dalle opposizioni alla Manovra. “Accusato di austerità, io la chiamo prudenza”, ha detto il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti.

In corso esame legge di Bilancio in Aula al Senato
Inizio diretta: 22/12/25 10:00
Fine diretta: 22/12/25 23:30
Verso stop a 5 norme, anche quella sui lavoratori sottopagati

Usciranno dalla manovra cinque misure. Tra queste, anche la norma che consentiva ai datori di lavoro di non corrispondere gli arretrati nei casi di lavoratori sottopagati a causa di contratti riconosciuti dai giudici come non conformi all’articolo 36 della Costituzione. Le misure, secondo quanto si apprende, saranno espunte domani dal maxi-emendamento attraverso il parere della commissione Bilancio del Senato.

Governo pone questione di fiducia al Senato

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha posto al nome del governo la fiducia al Senato sulla manovra, ovvero sull’emendamento unico che recepisce il testo approvato dalla commissione Bilancio.

Giorgetti: "Tassa sui pacchi cambiamento rivoluzionario, salva i negozi"

“Spenderei due parole anche sulla cosiddetta tassa dei pacchi, perché è banalizzare dire che è semplicemente una maggiore tassazione per i consumatori. Io ho visto un cambiamento totale, rivoluzionario, in Europa su questo aspetto, perché finalmente qualcuno, anche in Europa, ha capito che se non si faceva nulla, l’overcapacity di alcuni paesi asiatici, con quella invasione di questi piccoli pacchi in Europa, non soltanto avrebbe distrutto la rete produttiva naturalmente europea” ma “avrebbe anche distrutto, con riflessi non soltanto economici ma sociali, quella che è la rete del commercio al dettaglio“. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nelle repliche al termine della discussione generale in Senato sulla manovra. “Quindi non è soltanto una politica fiscale”, ha aggiunto il ministro, e “sono stato tra quelli che in Europa l’ha proposta“.

Giorgetti: "Per iter monocameralismo di fatto, democrazie si aggiornino"

“Siamo qui ad approvare il bilancio dello Stato. I parlamenti sono nati per approvare i bilanci, alcune importanti democrazie parlamentari in questo momento in Europa non sono in grado di approvare il bilancio. E anche l’iter di approvazione del bilancio nel Parlamento italiano è andato via via perdendo forse la centralità, la dimensione che dovrebbe essere propria, con di fatto un monocameralismo che constatiamo da diversi anni”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nelle repliche al termine della discussione generale in Senato sulla manovra. “Questo interroga e dovrebbe interrogare tutti noi su come le democrazie parlamentari dovrebbero aggiornare e aggiornarsi per essere al passo coi tempi e mantenere le prerogative per cui esse sono nate”.

Giorgetti: "Parlamento perde centralità, democrazie si interroghino"

“Siamo qui ad approvare il bilancio dello Stato. I parlamenti sono nati per approvare i bilanci, alcune importanti democrazie parlamentari in questo momento in Europa, non sono in grado di approvare il bilancio. E anche l’iter di approvazione del bilancio nel Parlamento italiano è andato via via perdendo forse la centralità, la dimensione che dovrebbe essere propria, con di fatto un monocameralismo che constatiamo da diversi anni”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nelle repliche al termine della discussione generale in Senato sulla manovra. “Questo interroga e dovrebbe interrogare tutti noi su come le democrazie parlamentari dovrebbero aggiornare e aggiornarsi per essere al passo coi tempi e mantenere le prerogative per cui esse sono nate”.

Giorgetti: "Accusato di austerità, io la chiamo prudenza"

“L’obiezione fondamentale che ho sentito nel dibattito è l’accusa al governo di attuare una politica di austerità. Questa politica di austerità io la traduco con il termine prudenza”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nelle repliche al termine della discussione generale in Senato sulla manovra.

Tecnici Camere: "Valutare costituzionalità tetto per assunzioni Ssn"

Valutare i profili costituzionali dell’articolo che dispone un tetto di spesa all’assunzione di personale del Servizio sanitario nazionale. È una delle questione sottolineate dai tecnici del Senato e della Camera nel Dossier sugli emendamenti alla manovra. È stabilita la possibilità di assunzioni a tempo indeterminato di personale sanitario, da parte degli enti e aziende del Servizio sanitario nazionale, in deroga ai limiti di spesa vigenti per il personale del Servizio sanitario regionale, lo stanziamento in esame concerne anche le regioni a statuto speciali.
Il dossier cita una sentenza della Corte Costituzionale che ha affermato il principio che un limite di spesa posto per ragioni di coordinamento finanziario dalla disciplina statale deve avere una natura complessiva, mentre un limite specifico inerente alla sola spesa per il personale del suddetto Servizio, invece, secondo la Corte, inciderebbe in ambiti discrezionali di scelta riservati alla regione e basati sulle competenze legislative di quest’ultima in materia di organizzazione regionale e di tutela della salute.

Schlein: "Su salari arretrati colpo di mano, cancellare emendamento"

“Non ci sono più parole per descrivere questa manovra. Dopo aver aumentato l’età pensionabile per il 96 per cento dei lavoratori, adesso attaccano la magistratura che impone il rispetto dell’articolo 36 della Costituzione. Ovvero che il salario di chi lavora deve essere equo e dignitoso. L’emendamento Pogliese – che già sei mesi fa eravamo riusciti a bloccare – viene inserito nella legge di bilancio senza alcuna possibilità di discuterlo. È un vero e proprio colpo di mano: i datori di lavoro che non hanno corrisposto un salario equo ai lavoratori non saranno obbligati a pagare gli arretrati come molte sentenze dei giudici hanno determinato. Un fatto gravissimo che dimostra ancora una volta che il governo non solo non fa nulla contro il lavoro povero, ma addirittura adotta provvedimenti per assicurare che rimanga povero. Chiediamo di cancellarlo anche perché si tratta di una norma ordinamentale che nulla ha a che fare con il bilancio dello Stato. Davanti a queste meschinità diventa sempre più urgente riaprire rapidamente una discussione sul salario minimo legale per legge”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.

M5S: "Governo stralci norma per scudare datori lavoro che sfruttano"

“Questa è la maggioranza che ha detto ‘no’ al salario minimo inventando ogni tipo di scusa, ben sapendo che l’Italia ha un enorme problema di stipendi da fame. E che, al contempo, in questa Manovra introduce di soppiatto una norma che impedisce a un lavoratore sottopagato di ottenere gli arretrati malgrado il pronunciamento di un giudice stabilisca la palese violazione dell’art. 36 della Costituzione. Un provvedimento chiaramente incostituzionale con cui non si tutelano i datori di lavori onesti, come si vuole far credere, ma che è buona solo ad alimentare lo sfruttamento. Maggioranza e Governo sono ancora in tempo per stralciarla. Lo facciano, ci risparmino almeno questa vergogna assoluta”. Lo ha affermato la vicecapogruppo del M5S al Senato, Alessandra Maiorino, durante la discussione generale sulla Manovra.

Lupi: "Nostre battaglie aumento soglia Isee, buono scuola e fondi libri"

“Abbiamo varato una legge di bilancio seria, concreta, responsabile, che grazie anche al contributo di Noi Moderati mette al centro la famiglia, alla quale sono destinati complessivamente 3,9 miliardi di euro. Siamo molto soddisfatti dell’innalzamento a 200mila della soglia di valore catastale della prima casa ai fini dell’esclusione dal calcolo dell’Isee nei Comuni capoluogo delle città metropolitane. Una nostra battaglia, una misura giusta e doverosa che permetterà di ampliare la platea di quanti potranno accedere incentivi pubblici come l’assegno unico, l’assegno di inclusione, il bonus asili nido. Altro risultato che rivendichiamo con orgoglio è il buono scuola: fino a 1.500 euro per le famiglie a basso reddito che scelgono di iscrivere il proprio figlio alle paritarie. A questo si aggiungono poi l’istituzione del fondo da 20 milioni per sostenere le famiglie con Isee non superiore ai 30mila euro nell’acquisto dei libri di testo, l’aumento a 610 milioni del tetto del 5 per mille destinato al Terzo Settore, i 18 milioni per gli oratori. Tutte misure che rinsaldano l’alleanza tra famiglia e scuola, condizione necessaria per una maggiore coesione sociale”. Lo afferma Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati.

Spunta stop arretrati in cause lavoratori sottopagati

Il datore di lavoro che, sulla base di quanto stabilito da un giudice, non paga adeguatamente i lavoratori non può essere condannato al pagamento delle differenze retributive o contributive se ha applicato lo standard retributivo stabilito da un contratto collettivo. Arriva con un emendamento inserito nella Manovra in commissione Bilancio uno scudo per quelle aziende che applicano un contratto collettivo ma non hanno pagato i lavoratori in modo conforme all’articolo 36 della Costituzione. Sono esclusi solo i casi in cui quello applicato è un ‘contratto pirata’. Secondo quanto si legge nel testo della legge di Bilancio all’esame dell’Aula, “con il provvedimento con cui il giudice accerta, in ogni stato e grado del giudizio, la non conformità all’articolo 36 della Costituzione dello standard retributivo stabilito dal contratto collettivo di lavoro per il settore e la zona di svolgimento della prestazione, tenuto conto dei livelli di produttività del lavoro e degli indici del costo della vita, come accertati dall’Istat, il datore di lavoro non può essere condannato al pagamento di differenze retributive o contributive per il periodo precedente la data del deposito del ricorso introduttivo del giudizio se ha applicato lo standard retributivo previsto dal contratto collettivo stipulato a norma dell’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, o dai contratti dello stesso settore economico che garantiscono tutele equivalenti ai sensi dell’articolo 11, del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, per il settore e la zona di svolgimento della prestazione”. La misura ricalca una proposta di FdI, a prima firma Pogliese, della scorsa estate, non entrata alla fine nel decreto Ilva. Il M5s ha presentato un emendamento soppressivo in Aula al Senato ritenendo la misura “di chiara natura ordinamentale” e “un altro durissimo colpo ai diritti dei lavoratori. L’articolo 36 della Costituzione sancisce che “il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”.

Giorgetti: "Sono soddisfatto, percorso tortuoso ma arrivati in vetta"

“Sono soddisfatto. È come arrivare in vetta, il sentiero è tortuoso ma l’importante e arrivare in vetta, non c’è un’altra strada”. Così il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, intercettato mentre lasciava il Senato dove è in corso la discussione sulla manovra. 

Senato boccia pregiudiziale, al via discussione generale

L’Aula del Senato ha bocciato con 56 voti favorevoli, 101 contrari e un astenuto la questione pregiudiziale presentata dalle opposizioni alla Manovra. Si apre ora la discussione generale sulla legge di Bilancio. Sono 53 gli iscritti a parlare (15 di maggioranza), per un totale di quasi 9 ore di discussione.

In corso esame pregiudiziale, poi quasi 9 ore di discussione generale

 E’ in corso, in Senato, l’esame della questione pregiudiziale presenta dalle opposizioni alla Manovra. Se, come da previsione, verrà respinte avrà inizio la discussione generale della legge di bilancio. Sono 53 (15 quelli di maggioranza) gli iscritti a parlare in discussione generale. I senatori avranno a disposizione un massimo di 10 minuti ciascuno, per un totale di quasi 9 ore. 

Manovra: al via esame legge di Bilancio in Aula Senato, presente Giorgetti

Al via l’esame della legge di Bilancio in aula al Senato, con la relazione del relatore della Lega Claudio Borghi. Presente il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. A seguire si terrà la discussione generale. 

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