Mario Tozzi: “In Grecia spiagge libere e pulite, in Italia una vergogna”. È polemica

Mario Tozzi: “In Grecia spiagge libere e pulite, in Italia una vergogna”. È polemica
Mario Tozzi nel 2020 (foto LaPresse/Matteo Rasero)

Il post su Facebook del geologo e divulgatore scientifico scatena la bufera

È polemica sui social media dopo un post di Mario Tozzi, noto geologo e divulgatore scientifico, in merito alla gestione delle spiagge in Italia. Durante una vacanza a Naxos, isola in Grecia, Tozzi ha pubblicato un post su Facebook in cui descriveva quella che, a suo parere, è la spiaggia perfetta: chilometri di sabbia libera, dune incontaminate, qualche stabilimento con lettini e ombrelloni a prezzi accessibili (circa 10 euro al giorno) e nessun rifiuto visibile. Ha inoltre sottolineato come in Grecia ci sia un equilibrio tra aree attrezzate e spiagge libere, a differenza dell’Italia, dove la privatizzazione della costa è in alcune zone massiccia.

Tozzi: “Gestione del demanio costiero in Italia, una vergogna”

Tozzi ha definito il sistema italiano di gestione del demanio costiero come “una vergogna“, criticando l’eccessiva privatizzazione e i prezzi troppo elevati per l’accesso alle spiagge attrezzate. Ha poi proposto alcune regole per riformare il sistema italiano, tra cui:

  1. Mantenere almeno il 50% delle spiagge libere a livello comunale, spiaggia per spiaggia.
  2. Riservare il 20% delle spiagge per aree attrezzate gestite dai comuni a prezzi calmierati.
  3. Mettere all’asta il 30% delle concessioni private.
  4. Ribassare i prezzi delle concessioni.
  5. Garantire che tutte le strutture siano rimovibili e nessuna struttura permanente rimanga sulle spiagge da ottobre ad aprile.
  6. Limitare la durata delle concessioni a un massimo di 10 anni, poi rimetterle a bando.

Le polemiche

Questa posizione ha scatenato reazioni contrastanti nei commenti: c’è chi ha difeso il ruolo dei balneari, evidenziando l’importanza economica delle concessioni per il PIL nazionale, e chi ha condiviso le critiche sull’eccessiva privatizzazione e i costi proibitivi.

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