Il vicepremier: "Ci accusano di essere amici con banche ma fare guerra è errore politico"

“La stabilità di governo è fondamentale e noi la stiamo garantendo. Non si illudono a sinistra che noi abbandoniamo il centrodestra per un sistema elettorale diverso, io sono favorevole al sistema proporzionale con le preferenze ma in un ambito di coalizione”. Così il vicepremier Antonio Tajani parlando al convegno di FI ‘Un piano industriale per l’Italia e per l’Europa’, in corso a Milano. “Se devo dire quello che penso bene le liste con i candidati e le preferenze così chi è bravo viene eletto – aggiunge -. Ma certamente non abbandoneremo il bipolarismo, perché siamo figli dell’uomo che ha inventato il bipolarismo in questo paese. Siamo come Ulisse non ci facciamo condizionare dalle sirene, che spesso sono anche sirene stonate, perché stiamo bene dove stiamo”. “Fieri e convinti di essere l’anima cristiana, liberale, riformista, garantista, europeista e atlantista della coalizione di centrodestra che senza di noi non sarebbe una coalizione di centrodestra e non sarebbe ancorata a queste posizioni”.

“Abbiamo bisogno di banche più forti che accompagnino il sistema Paese in giro per il mondo. Per fortuna dopo la crisi del 2008 il sistema bancario si è rinforzato. Qualcuno ci accusa di essere troppo amici delle banche, ma fare la guerra alle banche non ha senso, è un errore politico. Senza banche non si fa politica industriale” ha sottolineato Tajani.

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