L’associazione Antigone boccia le politiche sul carcere dell’esecutivo. “Il nuovo ‘decreto Carceri‘, pur approvato con le forme della urgenza necessità in quanto decreto-legge, in realtà non considera l’urgenza perché in realtà non incide sul sovraffollamento e sulla qualità della vita detentiva. Dall’altro lato prende misure che non sono quelle che erano realmente necessarie. Non ha nessun effetto di deflazione e non modifica i numeri dello staff carcerario significativamente”. Lo dichiara a LaPresse Patrizio Gonnella, giurista e presidente dell’associazione Antigone.
“Quel migliaio di persone di polizia che si dice verranno assunte – a parte con percorsi formativi molto ridotti e questo è pericoloso per l’organizzazione della vita interna – in realtà non vanno a supplire ai tanti pensionamenti che in realtà sono in corso – spiega -. E poi non c’è nulla sulle professioni sociali e quindi mediatori educatori, ma anche medici psichiatri psicologi e così via”. “Sono misure, quindi, che in realtà lasciano il tutto inalterato e sono accompagnate – aggiunge Gonnella – dal disegno di legge sulla sicurezza che è stato già parzialmente approvato alla Camera e che, se dovesse essere approvato con le sue norme di criminalizzazione di chiunque protesti anche con resistenza passiva o disobbedienza, produrrà una vera ondata di affollamento carcerario“.
Antigone: “No donne con bambini in carcere è principio etico”
“Sulle madri detenute quella del ‘decreto Carceri’ è ovviamente una norma pensata specificatamente contro le donne rom e quelle norme che è un pensiero liberale classico dice che non si dovrebbero fare. Ci dovrebbe essere un principio etico assoluto secondo cui le donne incinte e le donne con bambini molto piccoli non dovrebbero incontrare le strutture detentive ma dovrebbero incontrare l’housing sociale, il sostegno sociale”, sottolinea inoltre Gonnella, giurista e presidente dell’associazione Antigone, commentando la norma del decreto carceri che rende facoltativo il rinvio della pena per detenute incinte o con figli sotto l’anno di età. “Su questo quello che bisognerebbe fare è dare risorse alle case-famiglia affinché possano gestire queste situazioni, piuttosto che prevedere che non ci sia più l’obbligo del differimento della pena”, aggiunge.
Antigone: “Sì a ridurre custodia cautelare, ma non sia classista”
“La custodia cautelare deve essere residualizzata il più possibile, è già in calo rispetto agli anni passati, ma residualizzarla significa però poi non farsi condizionare dall’evento di cronaca eccezionale. La cosa che non deve più accadere è che la custodia cautelare risponda al principio selettivo un po’ classista del sistema penale, cioè, invocarla nel caso delle classi più povere, dei delitti di strada, e invece negarla per tutti i casi dei colletti bianchi”, afferma poi Gonnella commentando l’odg del decreto carceri che invita il governo a rivedere la carcerazione preventiva e le accuse che una riduzione per certe accuse di reato possa essere dettata dal caso del governatore Toti. “Ecco noi dobbiamo riportare il sistema del garantismo penale ad un garantismo universalista e quindi vanno bene norme più avanzate, ma per tutti”, sottolinea.
Mattarella promulga Dl Carceri
Il decreto è intanto stato promulgato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. È ancora in attesa di promulgazione invece il ddl Nordio con l’abrogazione dell’abuso d’ufficio, approvato dal Parlamento lo scorso 10 luglio.

