Fontana: "Stigmatizzo violenze, minano immagine istituzione"
Ancora alta tensione alla Camera all’indomani della rissa scoppiata in Aula tra parlamentari e nella quale sono volati calci e pugni. Il presidente della Camera Fontana annuncia in serata la sospensione di 15 giorni dai lavori per il deputato leghista Igor Iezzi, protagonista dell’aggressione al collega del Movimento Cinquestelle Leonardo Donno. Quattro giorni di sospensione sono stati invece decisi nei confronti di Donno. Sospesi anche Amich, Cangiano, Furgiuele, Mollicone e Stumpo per sette giorni, Amendola e Candiani per tre, Scotto e Stefanazzi per due.
Il provvedimento arrivato al termine di una giornata convulsa. Con 42 voti di scarto l’Aula di Montecitorio aveva infatti bocciato la proposta, avanzata dal Pd, di rettificare il verbale della seduta di ieri sostituendo la parola “aggressione” con le seguenti: “Aggressione nei confronti del deputato Donno da parte di alcuni deputati di Lega e Fratelli d’Italia”. E dai banchi dell’opposizione si è levato il coro “vergogna, vergogna”.
Lo stesso Pd ha poi chiesto la votazione del verbale precedente, contenente la parola “disordini”, che è stato approvato con 41 voti. Il presidente di turno dell’assemblea Sergio Costa ha firmato, “indipendentemente dalla mia volontà”, il verbale approvato e ha sospeso l’aula e ha annunciato lo svolgimento dell’ufficio di presidenza a partire dalle ore 13. Tensioni anche in Senato, con i senatori e le senatrici del Movimento 5 Stelle, del Partito Democratico e di Alleanza Verdi e Sinistra che hanno abbandonato l’Aula. La richiesta reiterata era quella di una condanna da parte della maggioranza dei fatti accaduti ieri alla Camera, prima di poter continuare con l’esame del ddl sul Premierato. Pd, M5S, Avs e+Europa hanno poi annunciato per martedì 18 giugno una manifestazione a Roma per l’unità nazionale.
Conte: “Aggredito trattato come aggressore, vergogna”
“Le sanzioni stabilite dall’Ufficio di presidenza della Camera sono l’appendice farsesca della grave pagina che si è consumata ieri a Montecitorio. L’aggredito trattato alla stregua dell’aggressore”. Lo scrive sui social il leader del Movimento 5Stelle Giuseppe Conte. “Il nostro Leonardo Donno – colpevole di aver esposto un tricolore davanti al ministro Calderoli – censurato al pari di chi ha inneggiato alla Decima Mas o addirittura di chi lo ha ha aggredito con furiosa violenza”, spiega. “L’atteggiamento della maggioranza non è solo un oltraggio alla verità e alla giustizia, ma una ferita che infanga l’immagine del Paese e delle nostre istituzioni in tutto il mondo. Vergognatevi”, aggiunge.
Mollicone (FdI): “Decisione Udp proporzionata a diverbio verbale”
“Mi rimetto alla decisione dell’ufficio di presidenza anche se è evidente la strumentalità e la provocazione scatenate da Donno e da tutta l’opposizione, con manifestazioni non autorizzate, canti e con apertura di bandiere, per colpire l’immagine italiana durante il G7 e l’autonomia. Credo che sia stata una scelta saggia spostarne l’approvazione dopo il G7. Rispetto la decisione sulle sanzioni perché proporzionata a ciò che si vede dalle immagini, ovvero un semplice diverbio verbale con Donno”. Così dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone.
Silvestri (M5S): “Sanzioni vergognose, precedente pericoloso”
“Siamo davanti alle sanzioni più vergognose ma soprattutto più pericolose che questo Parlamento credo abbia mai visto. C’è stata un’equiparazione imbarazzante che apre a dei precedenti come detto molto pericolosi per quello che è l’andamento democratico del nostro paese”. Così il capogruppo M5S alla Camera, Francesco Silvestri.
Squeri (FI): ” ‘Bella ciao’ è di tutti, canzone di chi muore per libertà”
“Secondo me, Bella ciao è una canzone bellissima, io la canto da bambino perchè i miei genitori erano partigiani cattolici. È la canzone della libertà di chi combatte contro l’oppressore, nero o rosso, e laddove c’è una dittatura comunista dovrebbe essere cantata a squarciagola, Forza Italia non dovrebbe avere nessun imbarazzo a farla propria. È come se uno si impossessasse dell’inno di Mameli: non sarebbe possibile. Devo dire che una volta veniva cantata molto di più da tutti, ma dovrebbe esser riscoperta come la canzone per la libertà. Io questa mattina l’ho canticchiata mentre ieri c’è stato un momento strano alla Camera, tutta l’opposizione si è avvolta nella bandiera italiana mentre la maggioranza cantava l’inno di Mameli, poi l’opposizione si è tolta la bandiera italiana e tutti abbiamo cantato l’inno di Mameli e alla fine la sinistra ha cantato Bella ciao e anche io l’ho fatto. È come il 25 aprile che dovrebbe essere una grande festa popolare di tutti, mentre qualcuno la strumentalizza, mortificando un valore più generale”. Così il deputato di Forza Italia Luca Squeri, intervenendo al programma ‘Lavori in corso’ su Radio Radio
Braga (Pd): “Sanzioni ingiuste e squilibrate”
“Un inaccettabile squilibrio che mette sullo stesso piano chi ha aggredito e chi ha reagito a provocazione. La decisione a maggioranza dell’Udp della Camera sulle sanzioni per i deputati coinvolti nei fatti di ieri ci trova in assoluto disaccordo perché da parte degli esponenti del Pd non si è consumato alcun gesto di violenza contro colleghi o assistenti parlamentari. Da parte di esponenti della Lega e di FdI invece abbiamo assistito a esibizioni muscolari nel senso letterale, e a gesti che richiamavano palesemente al fascismo. Un insulto alle persone e alle istituzioni che non potremo mai tollerare”. Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati.
Scotto (Pd): “Mai usato violenza, ma netta condanna a gesti gravi”
“L’Udp della Camera ha sanzionato me ed altri tre colleghi del Pd per i fatti di ieri su autonomia differenziata. Solo per aver protestato contro i fascisti che in aula simulavano la XMas. Rispetto la decisione. Mai abbiamo usato violenza. Abbiamo solo condannato gesti gravi”. Così il deputato del Partito democratico, Arturo Scotto.
Fontana: “Stigmatizzo violenze, minano immagine istituzione”
“Tengo a precisare che quanto accaduto nella seduta di ieri, nel suo complesso, debba essere gravemente stigmatizzato dalla Presidenza. Il confronto politico tra posizioni diverse, anche su questioni politicamente e altamente divisive, non può mai trascendere nello scontro fisico, nell’offesa di altri ovvero nella violenza e quindi, per questo, nella lesione del decoro dell’Istituzione”. Così il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, riaprendo la seduta per dare lettura delle sanzioni decise dall’ufficio di presidenza di Montecitorio. “Non lo dico a tutela di una parte, ma a tutela dell’Istituzione tutta. Non posso quindi che richiamare tutti i deputati, in particolare i presidenti dei gruppi parlamentari, alla responsabilità di evitare il ripetersi di atteggiamenti o parole che, oltre ad arrecare offese o violenze verso altri, possano minare l’immagine di questa Istituzione che tutti noi siamo chiamati responsabilmente a rappresentare di fronte ai cittadini. E questo a prescindere dalle sanzioni da irrogare ai singoli deputati”, ha aggiunto.
Sospensione di 15 giorni per Iezzi
“Comunico che l’Ufficio di Presidenza, nella riunione odierna, ha preso in esame gli episodi occorsi nell’ambito dei lavori dell’assemblea del 12 giugno 2024 e ha deliberato di erogare la sanzione della censura con interdizioni di partecipare ai lavori parlamentari per un periodo di 15 giorni all’onorevole Iezzi”. Lo ha annunciato in aula il presidente della Camera, Lorenzo Fontana.
Sospesi 7 giorni Amich-Cangiano-Furgiuele-Mollicone-Stumpo, 4 Donno
A seguito della rissa scoppiata ieri in aula l’ufficio di presidenza della Camera ha disposto, oltre ai 175 giorni di sospensione per il leghista Igor Iezzi, anche “la sospensione di 7 giorni agli onorevoli Amich, Cangiano, Furgiuele, Mollicone e Stumpo; 4 giorni all’onorevole Donno; 3 giorni agli onorevoli Amendola e Candiani; 2 giorni agli onorevoli Scotto e Stefanazzi”. Lo ha annunciato in aula il presidente della Camera Lorenzo Fontana. “Le sanzioni hanno decorrenza immediata”, ha aggiunto Fontana, “sono comunicate all’Assemblea e in nessun caso possono essere oggetto di discussione”.
Finite audizioni in Udp, breve sospensione prima di decisioni
Finite, in ufficio di presidenza alla Camera, le audizioni dei deputati coinvolti nella rissa scoppiata ieri nell’aula di Montecitorio. Secondo quanto si apprende, alcuni tra i convocati, non si sono presentati in ufficio di presidenza. Si tratterebbe dei leghisti Domenico Furgiuele e Igor Iezzi. Alcuni componenti, poi, avrebbero chiesto anche di audire il leghista Andrea Crippa. La riunione è stata ora sospesa per 10 minuti e dovrebbe riprendere con una discussione sul merito degli eventuali provvedimenti da adottare.
Iezzi: “Non in Udp perché andato via, me lo hanno detto 2 ore prima”
Perché non sono andato in audizione in ufficio di presidenza? “Perché me lo hanno detto due ore prima e io sono andato via. Ho dato la mia disponibilità di essere ascoltato per altra via, ma immagino non fosse possibile”. Così Igor Iezzi, deputato della Lega, contattato da LaPresse.
Braga (Pd): “Da Iezzi e Furgiuele grave offesa a Parlamento e Fontana”
“Dopo le gravi parole pronunciate in aula siamo adesso al ‘me ne frego’. Che i deputati della Lega, Iezzi e Furgiuele, non si siano presentati in ufficio di presidenza è una grave offesa al presidente della Camera e un ennesimo attacco all’istituzione parlamentare”. Così in una nota la capogruppo del Partito democratico alla Camera, Chiara Braga.
Pd: “Nessun deputato dem coinvolto nelle aggressioni”
“Nessun deputato del gruppo parlamentare del Pd è stato convocato dall’Ufficio di presidenza della Camera riguardo all’aggressione al deputato Donno (esponente del M5S, ndr) da parte di alcuni deputati della maggioranza”. Lo comunica in una nota l’ufficio stampa del gruppo del Partito democratico della Camera, a proposito della rissa di ieri in Aula mentre era in esame il ddl sull’Autonomia differenziata.
Pd-M5S-Avs-+Eu martedì in piazza a Roma per unità nazionale
“Dopo le aggressioni fisiche della maggioranza in Parlamento non possiamo accettare che anche il Paese sia ostaggio di questo clima di intimidazioni continue. Il Governo Meloni sta forzando la mano e prova a minare le basi democratiche della nostra Costituzione, procedendo a colpi di maggioranza verso l’approvazione dello Spacca-Italia e del premierato”. È l’appello che lanciano in una nota congiunta Pd, M5s, Avs e Più Europa. “Non permetteremo che vengano compromesse l’unità e la coesione nazionale – si legge ancora – Per questo invitiamo la cittadinanza, le forze politiche e sociali, quelle civiche e democratiche di questo Paese ad unirsi alla nostra mobilitazione. Ci vediamo a Roma alle ore 17.30 di martedì 18 giugno, in piazza SS. Apostoli”.
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