“Viva l’Italia antifascista!”. Con queste parole – le stesse urlate da un loggionista alla Prima della Scala, poi identificato dalla Digos – il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha concluso il suo intervento istituzionale in Piazza Fontana, in occasione della commemorazione delle vittime dell’attentato avvenuto 54 anni fa alla Banca Nazionale dell’Agricoltura che provocò 17 vittime. “Il presidente Mattarella quattro anni fa faceva cenno all’anima di un popolo, di una città. Oggi quell’anima è ancora qua e noi siamo ancora qui ad abbracciarla, a difenderci e a farci forte con lei. E a dire ‘Viva l’Italia antifascista!’”, ha scandito il sindaco.
“Penso che non ci siano grandi spazi, in fondo sono sempre mezze dichiarazioni quelle che sentiamo e credo che sarebbe invece auspicabile una dichiarazione di presa di distanza” ha detto ancora il primo cittadino, rispondendo alla domanda se la premier Giorgia Meloni dovrebbe fare ‘qualche passo in più’ verso l’antifascismo. Questo “non solo per la storia del Paese ma perché quando ci guardiamo in giro anche nelle nostra cara vecchia Europa non possiamo dire che non ci siano segnali di fascismo montante. Quindi non dobbiamo drammatizzare ma dobbiamo responsabilizzare, per questo non dobbiamo mai finire di ricordare il dramma che il fasciamo è stato per il nostro continente”, ha aggiunto Sala.

