La partita di Milano sarà importante per giudicare la tenuta dei vari partiti, con 13 candidati sindaci in totale, tra cui la pentastellata Layla Pavone e Gianluigi Paragone.

Campagna elettorale al rush finale anche a Milano. È il momento degli ultimi appelli ai cittadini in vista delle elezioni del 3 e 4 ottobre. Giuseppe Sala, candidato sindaco del centrosinistra, chiude con un evento allo Scalo Lambrate con il suo predecessore, Giuliano Pisapia, e confessa: “Possiamo farcela anche al primo turno, ma dobbiamo essere pronti ad andare avanti, se serve, anche 15 giorni. Se riusciremo a fare questo ultimo sforzo di portare tutti i nostri a votare, magari qualche bella sorpresa potrà esserci”. Luca Bernardo, in corsa per il centrodestra, confessa a LaPresse che il tempo per la campagna elettorale “effettivamente è stato poco, ma non mi ha impedito di girare come una trottola, percorrendo oltre seimila chilometri in due mesi e mezzo”. E ancora: “Siamo forti. E per questo vinceremo e torneremo a illuminare la nostra Milano, riportandola ad essere la città irresistibile che tutti vogliamo”.

La sua coalizione è alle prese con il polverone sollevato dall’inchiesta di Fanpage con al centro Fratelli d’Italia e, prima di partecipare a un incontro di coalizione finale nel cuore città, chiarisce: “Sono da sempre amico della comunità ebraica. Considero semplicemente oltraggioso accostare anche indirettamente il mio nome ad atteggiamenti antisemiti o giustificazionisti nei confronti delle leggi razziali. Il mio pensiero, la mia cultura, i miei comportamenti sono di segno esattamente opposto”. La partita di Milano sarà importante per giudicare la tenuta dei vari partiti, con 13 candidati sindaci in totale, tra cui la pentastellata Layla Pavone e Gianluigi Paragone. In ogni caso, il pediatra prestato alla politica assicura: “Siamo una famiglia solida e unita, e lo abbiamo dimostrato in questi giorni di campagna elettorale, in cui ho sentito in ogni momento e in ogni luogo la vicinanza di uomini e donne della coalizione. Sono sempre stato tranquillo, in quanto la mia è una candidatura che nasce come sintesi dei partiti della coalizione e a cui si è arrivati senza alcun veto”. “Non credo di poter dire – sottolinea – la stessa cosa della sinistra, che è ancora in cerca di un autore, e i cui leader nazionali non si sono mai visti”. Una lettura diversa la offre Sala. Che, prima dell’evento con Pisapia, sottolinea: “Io non ho bisogno di fare proclami come ‘siamo una famiglia’, ‘andiamo d’amore e d’accordo’, per me il sentimento che guida tutto è la lealtà e la correttezza. Il fatto che non abbiamo fatto comizi, passerelle, è proprio una cosa voluta e la difendo. Non è un indizio né di distacco né di mia supponenza. È proprio la volontà di parlare di Milano”.Il capoluogo lombardo avrà davanti importanti sfide. A detta di Sala, infatti, “questi 5 anni saranno i più importanti di Milano. Dobbiamo fare tre cose difficili insieme: la prima uscire da questa pandemia, la seconda mettere a terra i fondi del Pnrr. La terza, prepararci alle Olimpiadi”. E sulle risorse in arrivo dal Next Generation EU si concentra anche lo sfidante del centrodestra, secondo cui “i fondi del Pnrr sono la grande occasione che Milano ha per affrontare una serie di problemi dimenticati da troppo tempo e che oggi rendono la vita di molte persone insostenibile”. Ma la parola ora passa ai cittadini, che si esprimeranno sul futuro sindaco della città domenica e lunedì. E il risultato di Milano sarà fra i più attesi da tutte le segretarie dei partiti.

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