M5S dà l'ok: no a improcedibilità per reati con aggravante mafiosa. Conte: "Ottenuto un risultato"

Il governo, dopo una difficile riunione del consiglio dei ministri, ha trovato l’intesa unanime sulla riforma della giustizia. E’ quanto si apprende da fonti di maggioranza, confermato dal ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà parlando con i cronisti all’uscita da palazzo Chigi. Il Consiglio dei Ministri era stato sospeso dopo i malumori sollevati dal Movimento Cinque Stelle sull’improcedibilità per i reati di mafia. Per i reati di mafia – quindi anche il 416 bis e ter – è stato previsto un regime speciale con l’esclusione dall’improcedibilità mentre per i 416 bis 1, cioè i reati con aggravante mafiosa, nel regime transitorio sono previsti tempi più lunghi fino a sei anni.

“Riforma della giustizia che ci avvicina all’Europa e fa compiere grandi avanzamenti in termini di modernità ed efficacia. Cartabia ha trovato il giusto equilibrio per superare la riforma precedente senza scadere nell’impunità. Ci siamo spesi per l’accordo. Ne siamo contenti”, commenta su Twitter il segretario Pd Enrico Letta.

“Abbiamo detto non possiamo transigere sui processi per mafia e terrorismo. È il risultato che abbiamo ottenuto. I processi per mafia e terrorismo non si dissolvono nel nulla, non si estinguono”, afferma il leader in pectore del M5S, Giuseppe Conte.

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