Così il segretario dem sulla nomina a Montecitorio per cui corrono Serracchiani e Madia

Dopo la nomina Simona Malpezzi alla guida dei senatori Pd a palazzo Madama, è attesa per domani la decisione sul nuovo, o la nuova, capogruppo dem alla Camera. “Il gruppo parlamentare alla Camera deciderà domani, voterà sul capogruppo – ha confermato il segretario Enrico Letta -. I gruppi sono autonomi e io ho detto che per me la cosa essenziale era che fosse una donna. Sono stato attaccato per questo, ma il problema è che il Pd ha una storia recente tutta al maschile. Oggi ci sono 5 presidenti di Regione del Pd tutti uomini, i tre ministri sono uomini, io sono uomo… Almeno i due capigruppo di Camera e Senato, che li scegliamo noi, che siano due donne”, ha detto Letta ospite della trasmissione ‘Forrest’ su Rai Radio1.

“I parlamentari sono autonomi nello scegliersi il presidente del gruppo parlamentare. Io non ho detto che preferisco quella piuttosto che quell’altra, credo che sarebbe stato incongruo. Io ho detto ‘scegliete’, però diamo un segno importante e cominciamo a far crescere una generazione di donne. Al Senato hanno scelto Simona Malpezzi, alla Camera ci sarà domani un voto tra le due che si sono candidate (Madia e Serracchiani, ndr). Tutto secondo me va gestito in grande serenità”

“Aggiungo anche un’altra cosa: se l’ho fatto è perchè secondo me c’è un problema strutturale. E i problemi strutturali vanno affrontati di petto – sottolinea -. A chi mi dice che ho fatto una cosa solo di immagine o per scardinare equilibri interni, io ribadisco che non esiste nel 2021 nel mondo un’associazione, un luogo di soli uomini, nemmeno in Vaticano. Ora che il Pd debba essere un partito solo di uomini…”. “Mi ha molto colpito, poi, il modo in cui viene trattata la vicenda del confronto tra Madia e Serracchiani, si è parlato di baruffa. Se fosse stato un confronto tra due uomini si sarebbe usato un altro tipo di linguaggio”, conclude.

 

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