Si va dalla riforma dell'editoria alle legge sul conflitto di interessi, passando per voto ai 16enni, preferenze nella legge elettorale, patrimoniale sulle grandi ricchezze e pubblicizzazione delle autostrade

A poche ore dall’inizio delle votazioni sulla piattaforma dell’Associazione Rousseau per l’appoggio al governo Draghi da parte del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo torna a parlare di programmi attraverso un post sul blog dal titolo evocativo: “Per aspera ad astra” (dalle difficoltà alle stelle). Un elenco in 17 punti che – come scrive il fondatore e garante M5S – sono “azioni da mettere in atto secondo gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu”.  Nello specifico, la lista contiene “gli obiettivi del M5S”,  i grandi temi su cui dovrebbe puntare quindi il prossimo governo Draghi. Si va dalla riforma dell’editoria alle legge sul conflitto di interessi, passando per voto ai 16enni, preferenze nella legge elettorale, patrimoniale sulle grandi ricchezze e pubblicizzazione delle autostrade. E ancora: il salario minimo, la riforma delle concessioni e una banca pubblica per gli investimenti.

In particolare, l’elenco parte dal tema della “salute circolare” e fa riferimento alla necessità di “passare da un modello che cura i malati a quello che mantiene i cittadini in salute”. Spazio poi a riforma Rai ed editoria, a un “piano d’azione scuola 2.0 verso la scuola del futuro”, all’acqua pubblica (nazionalizzazione delle fonti e delle gestioni idriche riconoscendo che il valore dell’acqua per il benessere umano e in una visione eco-centrica va ben oltre il suo ruolo di sostegno diretto alle funzioni vitali fisiche e include la salute mentale, il benessere spirituale, l’equilibrio emotivo e la felicità). Nella lista figurano poi la “pubblicizzazione delle autostrade” e la “riforma dei regimi di concessioni su infrastrutture pubbliche (aeroporti, porti e altre)”, la creazione di una banca pubblica per gli investimenti, la rete telematica unica a controllo pubblico e il superamento del divario digitale. Non poteva mancare il riferimento al reddito universale, al “salario minimo” accompagnato da quello al “salario massimo” che “non può essere più di 12 volte superiore al salario mediano”. In lista poi la riforma fiscale ecologica (meno imposte sul lavoro, più imposte sul consumo di ambiente; per la maggioranza della popolazione meno imposte su reddito, patrimonio e successioni; per i contribuenti con maggiore imponibile, imposte maggiori e progressive su reddito, patrimonio e successioni) e la “patrimoniale grandi ricchezze“. E ancora il piano d’azione per aumentare la parità di diritti tra i generi, il riferimento alle comunità sostenibili con la “città dei 15 minuti”, la svolta verde per le imprese (Green New Deal), gli investimenti per un’agricoltura efficiente e sostenibile, Decreto Clima, legge sul conflitto di interessi, voto ai sedicenni, completamento dell’iter di approvazione della riforma della giustizia Bonafede. Infine, lo sviluppo sostenibile nella Costituzione, riforma dell’organizzazione dello Stato e abolizione degli enti inutili, introduzione delle preferenze nella legge elettorale, e posizionamento internazionale (coesistenza pacifica, equi-vicinanza tra poli, cooperazione, rispetto reciproco, sviluppo condiviso e inclusivo; rifiuto della logica dei blocchi contrapposti

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