Il capodelegazione Bonafede: "I cittadini non meritano di assistere allo spettacolino di una politica che litiga"

I venti di crisi soffiano su Palazzo Chigi. Ora che Italia viva ha sdoganato anche la possibilità di archiviare il governo Conte bis, i motori della politica si sono accesi a ritmi vertiginosi. Senza escludere alcuna ipotesi, anche quella più estrema di un ritorno alle urne, eventualità che pare non scandalizzerebbe più nemmeno un governista convinto come Dario Franceschini. Le indiscrezioni corrono veloce, al punto che nessuno smentisce il retroscena del ‘Corsera’, secondo cui il ministro dei Beni culturali, e capodelegazione del Pd nel governo, aprirebbe alle elezioni anticipate giocando sull’asse con il M5S per sfidare a tutto campo il centrodestra a trazione sovranista, capeggiato da Matteo Salvini. Con Giuseppe Conte a correre da frontman.

Un quadro che ai Cinquestelle, però, non sta affatto bene. “Quando ci sarà da affrontare un’elezione, ci confronteremo con le altre forze politiche di maggioranza e vedremo quali sono i presupposti per costruire un percorso insieme, ma non è all’ordine del giorno, siamo al governo e dobbiamo dare risposte”, taglia corto il capodelegazione, Alfonso Bonafede. Per il Guardasigilli bisogna “lasciare perdere ogni sterile polemica, i cittadini italiani non meritano, in un momento come quello che stanno vivendo, di assistere allo spettacolino di una politica che litiga, parla di crisi di governo e rimpasto”. In sostanza, come si direbbe in gergo, non conferma né smentisce la possibilità di un tandem elettorale Pd-M5S.

In questo scenario non ci sarebbe spazio per Iv, però. Perché il partito di Matteo Renzi non riesce più a digerire l’attuale premier in una coalizione di maggioranza, figuriamoci sostenerlo in una campagna elettorale. Peraltro con i Cinquestelle, che restano agli antipodi rispetto alle posizioni di Teresa Bellanova e compagni. Ma qui ci si spinge un po’ troppo oltre la realtà dei fatti. Innanzitutto perché non c’è notizia ufficiale di quando e se Italia viva staccherà la spina all’esecutivo, in secondo luogo prima c’è da giocare la partita del Recovery plan, che sembra aver sgonfiato i progetti di task force e governance piramidali.

Sul piatto resta dunque la verifica da completare. Forse dopo l’approvazione della manovra o, addirittura, poco prima del voto finale in Senato. Ma i segnali che iniziano ad arrivare da Chigi sembrano dare ristoro alle istanze di Renzi e i suoi. “Il tema relativo a struttura e rimpasto è stato archiviato da Conte: non si pone più quel problema”, riconosce il coordinatore nazionale di Iv, Ettore Rosato. Che boccia la possibilità di maggioranze alternative, magari con il centrodestra: “E’ Conte che ha governato con Salvini, non noi. Siamo alternativi”. Ciò che si chiarirà nei prossimi giorni, invece, è se il suo partito sia compatibile con questa coalizione.

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