Renzi a Verona: Dopo due mandati tutti a casa. Pil cresce 1%, sconti fiscali nel 2016

Renzi a Verona: Dopo due mandati tutti a casa. Pil cresce 1%, sconti fiscali nel 2016

Verona, 10 ott. (LaPresse) – “Ci dicevano che la riforma costituzionale non sarebbe mai passata. Questa riforma vuol dire, semplificare. Riduce il numero di chi fa politica, io non voglio ridurre la democrazia”, perché la riforma “vale anche nel mio caso, come presidente del Consiglio, che può fare al massimo due mandati e poi si va casa”. Così Matteo Renzi, nel suo comizio al Teatro Ristori di Verona, che segna l’esordio dell’iniziativa Centro teatri, inaugurata a Pesaro a fine agosto con un ‘numero zero’, e che porterà il leader del Pd in 100 città italiane.

SU EXPO FACCIA E NON SOLO. “Noi sull’Expo abbiamo investito, ci abbiamo messo la faccia e anche qualcos’altro”, ha sottolineato Renzi sull’esito dell’Expo, facendo poi vedere un video di qualche mese fa in cui Beppe Grillo ironizzava sull’esito della manifestazione, vaticinando un fallimento.

PIL 2015 CRESCE 1%. “Il Pil italiano nel 2015 dovrebbe crescere dell’1%, qualcosina meno, la nostra previsione è di +0,9%. Vedremo”, ha precisato il premier a Verona “Oggi l’Fmi, George Soros e tanti analisti dicono che l’Italia può essere meglio della Germania – aggiunge – e qui in Veneto, che loro non conoscono, fanno già meglio”. Per liberare le risorse perché questa crescita aumenti ulteriormente, Renzi conferma l’abbattimento di Imu e Tasi, “e così chiudiamo una vicenda che va avanti da 10 anni, e facciamo ripartire l’edilizia, settore in cui sono stati persi 500mila posti”. Renzi ribadisce l’impegno nella lotta all’evasione fiscale, “perché se si paga meno, si deve pagare tutti”. Renzi ha poi spiegato che il gettito fiscale “è superiore alla crescita dell’economia”.

NEL 2016 SCONTI FISCALI. “Chi nel 2016 investe deve avere uno sconto fiscale. Invece che pagarti le vacanze, investi nei beni strumentali, e io come Stato ti dico grazie e faccio uno sconto fiscale”.

OCCASIONE PER CAMBIARE. “Ci sono delle idee che servono a vincere le elezioni, altre a cambiare il Paese. Io poi posso anche perdere le elezioni, ma non questa occasione per cambiare il Paese. Poi è chiaro che le elezioni vogliamo vincerle”.

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