Roma, 13 set. (LaPresse) – “Noi chiediamo una modifica della legge elettorale, per rispetto della nostra identità, della nostra storia e anche della storia d’Italia. Non è un ricatto, e le riforme non sono in discussione. Ma, per quel che mi riguarda, un diniego o un’alzata di spalle ricevuto su questo terreno da un alleato di governo sarebbe grave”. Da San Giovanni Rotondo, dove è intervenuto alla festa dell’Udc, il coordinatore nazionale Ncd Gaetano Quagliariello ha lanciato un messaggio chiaro al Pd alleato di governo sul tema delle riforme costituzionali.

“E nessuno potrebbe ritenere che il diniego a comprendere le ragioni della propria identità e di uno spazio di autonomia che ci consenta di far andare avanti la nostra esperienza resti senza conseguenze”, spiega Quagliariello. “Ci si accusa di aver cambiato idea, ma non è così. Quando è stato approvato l’Italicum – osserva Quagliariello – non potevamo prevedere che un’area politica, l’area che ci eravamo prefissi di rifondare, sarebbe stata egemonizzata da un leader lepenista e da posizioni improponibili su Europa e immigrazione, per cui oggi il sistema si va strutturando intorno alle leadership di Renzi, di Grillo e di Salvini e, a legge elettorale vigente, intorno alle loro liste. Anche aggregandosi, per le forze popolari in un sistema tripolare sarebbe impossibile sopravvivere autonomamente perché a ridosso delle elezioni noi saremmo completamente schiacciati dai contrapposti appelli della sinistra e della destra estrema per impedire che al ballottaggio con Grillo vadano gli avversari”.

Quagliariello si è rivolto direttamente al Pd: “Non si tratta dunque solo del nostro interesse politico: siamo in tanti a non essere disposti a entrare né in una lista lepenista né in una lista socialdemocratica, ma credo che sia anche interesse dell’Italia che continui a esistere una forza occidentale in politica estera, liberale in economia e cristiana nei principi, e che sia praticabile l’alleanza tra culture politiche differenti. Credo inoltre che sia interesse anche dei nostri alleati di governo che questa forza abbia lo spazio istituzionale per esistere autonomamente”.

“Per queste ragioni chiediamo la modifica della legge elettorale prevedendo il premio alle coalizioni, e per queste stesse ragioni – conclude Quagliariello – considererei grave che i nostri alleati di governo ci rifiutassero la possibilità di esistere“.

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