Roma, 23 giu. (LaPresse) – “Quando dico che serve un intervento in Libia, dico intervento in Libia, anche da soli. Qualcuno gli scarponi nella sabbia deve metterceli. La distruzione dei barconi degli scafisti, la gestione del flusso migratorio sulla costa del NordAfrica prima che i migranti arrivino in acque italiane, io credo che questo sia ineluttabile se si vuole gestire il fenomeno migratorio”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti a San Macuto per l’audizione del comitato Schengen in merito all’indagine sui flussi migratori.

Non abbiamo spazio per i migranti. “In Liguria non abbiamo grandi spazi da gestire ed è una regione a vocazione turistica. Noi per questo avevamo detto che non volevamo altri migranti, detto questo non possiamo incatenarci agli scogli per impedire che arrivino altri persone” ha aggiunto Giovanni Toti. “La situazione va risolta sulle coste della Libia, auspicabilmente a livello internazionale ma – ha spiegato Toti – ove questo non fosse possibile, anche a livello italiano. L’Italia può rinunciare alla difesa dei suoi confini nazionali? Questo dirò a Renzi. Se la soluzione è un intervento militare? È un intervento variegato che porti sulle coste della Libia a creare dei campi di identificazione per chi parte dal Nordafrica, è un intervento di distruzione dei barconi degli scafisti, è un intervento di identificazione di chi ha diritto o meno all’asilo politico o di protezione internazionale, è un intervento certamente che mette le nostre unità navali, anziché a traghettare i migranti sulle nostre coste, a riportarli sulle coste libiche dove devono essere allestiti dei campi di identificazione e ovviamente di aiuto a queste popolazioni”.

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