Roma, 20 apr. (LaPresse) – Al momento “escludo la possibilità della presenza di uomini di terra” in Libia. Lo ha detto il premier Matteo Renzi intervenendo a Radio Rtl. “Intervenire in Libia con le forze di terra – ha spiegato Renzi – sarebbe un rischio eccessivo. Si parla di peacekeeping ma lì non c’è la pace. Non possiamo mandare migliaia di uomini sull’onda dell’emozione. In questa vicenda siamo molto calmi, molto ‘palla a terra’, perché parliamo di una cosa su cui non si possono commettere errori e fare passi falsi”.

UE AFFRONTI QUESTIONE LIBIA IN MODO PIU’ SERIO. “Chiederemo all’Europa di affrontare il tema della Libia in modo più serio rispetto al passato”. Un concetto più volte ribadito dal premier, che ha chiesto all’Unione europea di dedicare giovedì un Consiglio ad hoc sulla Libia e sulla frontiera sud dell’Europa. “In Libia 4 anni fa è intervenuta la comunità internazionale – ha aggiunto – per rimuovere un dittatore come Gheddafi, ma senza pensare al dopo, senza una visione e una strategia. Oggi la Libia è un Paese dilaniato. Se pensiamo a migranti che arrivano sulle nostre coste, il 91% di loro passa dalla Libia, anche se proviene da altre zone”. “Il punto – ha detto il presidente del Consiglio – è non fare le cose senza una strategia e una visione”.

IL NODO DEL BLOCCO NAVALE. Per affrontare il tema dell’immigrazione, ha proseguito Renzi, “dobbiamo essere molto puntuali. Ad esempio qualcuno dice di fare il blocco navale, cioè mettere le navi in acque internazionali. Se ti arrivano i barconi, la regola del mare dice che devi prenderli e portarli in Italia o a Malta, quindi in quel caso fai un favore agli scafisti. Oggi il blocco navale significa fare il taxi degli scafisti”. “Diverso – ha aggiunto – è il blocco navale in acque libiche, ma per farlo ci va l’autorizzazione internazionale, altrimenti è un’azione di guerra”.

RISULTATI INVIATO ONU IN LIBIA NON POSITIVI. “Per ora i risultati” dell’inviato speciale dell’Onu in Libia, Bernardino Leon, “non sono definitivi e non sono positivi”. Oltre al lavoro dell’inviato dell’Onu, ha aggiunto Renzi, “ci sono canali sotterranei di dialogo che tutti noi cerchiamo di incoraggiare. La Libia potrà vedere una stagione di pace solo se le tribù si metteranno d’accordo”, altrimenti “si pone il problema della gestione della terra”.

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