Grillo: Io il più europeista di tutti. Renzi? Figlio di Gelli. 80 euro? Voto di scambio

Grillo: Io il più europeista di tutti. Renzi? Figlio di Gelli. 80 euro? Voto di scambio

Roma, 4 apr. (LaPresse) – Due sono le novità del comizio di Beppe Grillo a Malagrotta: la svolta ‘europeista’ e il richiamo al comunismo prima maniera. “Facciamo una Comunità europea non un’Unione. Io sono il più europeista di tutti, so che fuori dall’Europa è peggio – ha detto -, ma questa Europa non la condivido. Andiamo lì per cambiarla”. Dal palco del ‘Non ci fermate Tour’ nella discarica di Malagrotta a Roma, Grillo ha poi aggiunto: “Siamo una grande Europa, ma questa Europa dei banchieri deve finire”. E in merito alla visita del presidente Usa Barack Obama, ha voluto specificare: “Con gli Usa l’Europa deve trattare da pari”.

P2 & MENZOGNE. Grillo se l’è poi presa con il governo. “Noi stiamo dicendo ‘no’ alle menzogne – ha detto -. Appariamo come quelli che si stanno opponendo alle riforme ma sono menzogne”. “Parliamo del vuoto, del nulla” ha aggiunto Grillo che ha ancora attaccato il premier Matteo Renzi definendolo: “uno che fa una legge elettorale con uno che non può candidarsi. Qui c’è P2, massoneria, è il figlio di Gelli”, ha concluso il comico genovese prima di entrare nella discarica.

M5S COME IL VECCHIO PC. “Devi votare un’idea, non Grillo. Il Movimento è un pensiero, è un’idea, come lo era il vecchio Pc. C’era un’idea di comunità, poi il comunismo è fallito, come il capitalismo”, ha arringato la folla.

VOTO DI SCAMBIO. “Gli 80 euro in busta paga vogliono dire voto di scambio: è offensivo cercare il voto in cambio di una pizza. Mentono. Perchè permettete di dire cose che sono menzogne”, ha incalzato i giornalisti.

LAVORO & RICATTO. “Il lavoro è il più grande ricatto di questo secolo”, ha poi aggiunto Grillo dal palco. “La gente – ha proseguito – è convinta di avere un posto di lavoro, non è vero: ha un posto di reddito. Il lavoro sta decrescendo in tutto il mondo, ma è normale: si sta spostando verso le macchine che costano di meno. Allora bisogna concentrarsi sulle persone e sul reddito, non sul lavoro”.

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