Patto green sull’industria, le 30 proposte di Legambiente

Patto green sull’industria, le 30 proposte di Legambiente

Per l’associazione è necessario “investire su decarbonizzazione, innovazione, competitività”. Censite le realtà italiane migliori dal 2023 a oggi con la campagna dedicata ai cantieri della transizione ecologica.

Legambiente lancia un patto green per rilanciare la manifattura italiana, partendo dai settori chiave declinati in 30 proposte e sei pilastri industriali. “L’Italia deve investire su un’ambiziosa politica industriale puntando su decarbonizzazione, innovazione e competitività – è il cuore del messaggio di Legambiente – per occupare, prima di altri, il mercato globale delle tecnologie green. Serve un patto per l’industria italiana pulita, guardando anche alle esperienze già in campo nel nostro Paese”.

Sono 39 le realtà ritenute più innovative dell’industria italiana censite da Legambiente dal 2023 a oggi in 12 Regioni con la campagna dedicata, ‘I cantieri della transizione ecologica’. I casi più virtuosi in Lombardia, Piemonte, e Sicilia.

L’obiettivo è “dare gambe al Clean industrial deal made in Italy, fondato su lotta alla crisi climatica, innovazione e competitività“.
Energia, bioeconomia, economia circolare, risorse idriche, agroecologia, velocizzazione degli iter autorizzativi, lotta all’illegalità, rafforzamento dei controlli sono i settori chiave al centro delle 30 proposte di Legambiente.

Su di esse occorre accelerare il passo avendo come pilastri: decarbonizzazione, circolarità, innovazione, legalità, nuova occupazione green e inclusione. Secondo Legambiente “l’Italia deve colmare ritardi e vuoti normativi, superando iter troppo lenti e burocratici, alti costi energetici e il mancato rispetto delle norme ambientali, tutti ostacoli non tecnologici che ad oggi ne frenano il pieno sviluppo”. In particolare, “l’applicazione e il rispetto delle norme ambientali, come evidenzia la commissione Europea nel suo recente riesame dell’attuazione delle politiche ambientali, possono far risparmiare all’economia europea ben 180 miliardi di euro all’anno, pari a circa l’1% del Pil Ue”.

Secondo il rapporto ‘Renewable energy statistics 2025’ di Irena (l’Agenzia internazionale sulle energie rinnovabili), nel 2024 il 91% della nuova potenza elettrica aggiuntiva nel mondo era relativa alle fonti pulite, mentre solo il 9% riguardava impianti alimentati da fonti fossili o centrali nucleari. Anche in Europa le fonti pulite avanzano. Nel 2025, secondo i dati del think tank Ember, è stata prodotta per la prima volta nella storia più energia elettrica da fotovoltaico ed eolico, pari al 30%, che dai combustibili fossili, anche più del gas.

Legambiente delinea anche un quadro su tre grandi settori industriali italiani su cui è fondamentale lavorare in chiave di decarbonizzazione: chimica, automotive, siderurgia. Si tratta di tre settori in crisi – osserva Legambiente – “proprio a causa delle mancate politiche industriali degli ultimi 30 anni, non del Green deal europeo“.

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