Clima, muore uno degli iceberg più grandi di sempre

Clima, muore uno degli iceberg più grandi di sempre

Grande 4mila chilometri quadrati, la montagna di ghiaccio capovolta ‘A-23A’ si era staccata dall’Antartide nel 1986.

Dopo 40 anni passati a vagare negli oceani, sta per morire uno degli iceberg più grandi di sempre. L’annuncio della segretaria generale dell’Organizzazione mondiale della meteorologia Celeste Saulo sui suoi social riporta l’analisi del dipartimento di Osservazione della Terra della Nasa dedicata all’iceberg morente.

Denominato ‘A-23A’, era il 1986 quando si staccò per la prima volta dalla piattaforma di ghiaccio Filchner-Ronne, sul margine nord-occidentale dell’Antartide. Era grande quasi il doppio del Rhode Island, circa 4mila chilometri quadrati. Dopo le crepe e la rottura di grandi pezzi nel corso di questa estate, le stime del National ice center statunitense parlano di una superficie di 1.182 chilometri quadrati all’inizio di gennaio 2026, pari a un’area più grande di New York City.

Negli anni si è mosso lentamente, poi è rimasto incagliato nel mare di Weddell al largo della costa antartica. Nel 2020 ha ricominciato a vagare in balia delle correnti marine. Quarant’anni a spasso, galleggiando in una delle zone più remote del Pianeta. La grande montagna di ghiaccio capovolta risulta adesso intrisa d’acqua. Ed è quindi sul punto di fusione. L’iceberg è ormai pronto a disgregarsi completamente, a sciogliersi mentre è alla deriva nell’Atlantico meridionale tra la punta orientale del Sud America e l’isola della Georgia del Sud dove piano piano era arrivato alla fine del 2024.

Il Modis (Moderate resolution imaging spectroradiometer) dell’osservatorio satellitare della Terra della Nasa il 26 dicembre 2025 scattò l’immagine di quello che restava dell’iceberg ormai ‘annacquato’; sulla superficie erano visibili ampie pozzanghere d’acqua di colore blu. Il giorno dopo era anche peggio. Le aree ‘a poltiglia blu’ sono probabilmente il risultato di continui eventi di disintegrazione – spiega Ted Scambos, ricercatore senior all’università del Colorado a Boulder – il peso dell’acqua si accumula nelle crepe del ghiaccio, forzandole ad aprirsi”.

I motivi lineari blu e bianchi che colorano l’iceberg sono legati alle striature scavate centinaia di anni fa, quando il ghiaccio faceva parte di un ghiacciaio che si estendeva sul substrato roccioso dell’Antartide.

“Le striature si sono formate parallelamente alla direzione del flusso, creando sottili creste e valli sulla sommità dell’iceberg che ora dirigono il flusso dell’acqua di disgelo – spiega Walt Meier, ricercatore senior presso il National snow & ice data center – è impressionante che queste striature siano ancora visibili dopo così tanto tempo”. Dopo che – osserva Chris Shuman, scienziato in pensione dell’università del Maryland nella contea di Baltimora – sono cadute enormi quantità di neve e dopo che si è verificato un notevole scioglimento dal basso”.

Secondo gli scienziati questi segnali indicano che l’iceberg potrebbe essere a pochi giorni o settimane dalla sua completa disintegrazione.

“Non mi aspetto certo che l’A-23A resista per tutta l’estate australe – chiarisce Shuman – la stagione porta in genere cieli più sereni e temperature dell’aria e dell’acqua più calde, fattori che accelerano il processo di scioglimento in un’area nota tra gli esperti di ghiaccio come un ‘cimitero’ per gli iceberg”.

“Si trova già in acque con una temperatura di circa 3 gradi centigradi – aggiunge Meier – ed è immerso in correnti che lo dirigono verso acque ancora più calde che lo divoreranno rapidamente”.

Un momento significativo, quello della scomparsa dell’iceberg per gli scienziati che ne hanno seguito tutto il percorso. “Sono incredibilmente grato di aver avuto a disposizione le risorse satellitari che ci hanno permesso di seguirlo e documentarne l’evoluzione così da vicino – dice ancora Shuman – l’A-23A affronta lo stesso destino di altri iceberg antartici, ma il suo percorso è stato straordinariamente lungo e movimentato. È difficile credere che non rimarrà con noi ancora per molto”.

Mentre l’A-23A si scioglie, altri enormi iceberg sono fermi o vagano alla deriva lungo la costa antartica. Come l’A-81, il B22A e il D15A che hanno ciascuno una superficie superiore ai 1.500 chilometri quadrati e aspettano il momento giusto per liberarsi e iniziare il loro viaggio verso nord.

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